Lazio-Milan, Sarri e quella notte speciale dell’Olimpico tra record personale e caos finale
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Redazione Sport
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Non era solo una partita, e lo si era capito ben prima del fischio d’inizio, quando la Curva Nord, dopo settimane di silenzio e di proteste nei confronti della società, è tornata a riempirsi e a colorare la notte romana. La vittoria per 1-0 contro il Milan, firmata da un Isaksen scatenato nel primo tempo, ha regalato a Maurizio Sarri molto più di tre punti fondamentali per allontanare le sabbie mobili di una classifica che vede la Lazio ferma a quota 40, lontana dai sogni europei. L’atmosfera, per stessa ammissione del tecnico toscano, aveva assunto i contorni di qualcosa di raro, di visceralmente emotivo: «All’Olimpico c’era un clima speciale – ha commentato nel dopo gara – ed è stata una serata memorabile a prescindere dal risultato, anche se la squadra ha dato una gioia a questi tifosi»..
La partita, al di là della coreografia e dell’abbraccio del popolo biancoceleste, ha offerto spunti tattici interessanti, legati soprattutto all’emergenza che ha attanagliato la mediana laziale. Con Rovella, Cataldi e Basic out, Sarri ha dovuto pescare dal mazzo la sua carta jolly, rispolverando Patric nel ruolo di playmaker davanti alla difesa. Una soluzione dettata dalla necessità, certo, ma che lo spagnolo ha interpretato con la duttilità che ne ha fatto il calciatore più longevo della Serie A con la stessa maglia, tagliando il traguardo delle 236 presenze. «Patric può darci una mano, ha buona tecnica e sa far circolare il pallone», aveva spiegato Sarri alla vigilia, giustificando una scelta che, sul campo, ha retto l’urto contro la qualità rossonera.
Sull’altro fronte, la sconfitta pesa come un macigno sulle ambizioni scudetto del Milan di Massimiliano Allegri. L’occasione, dopo il pareggio dell’Inter con l’Atalanta, era ghiotta per accorciare le distanze, ma il ko all’Olimpico allontana i rossoneri a -8 dalla vetta, rendendo il discorso Titolo una chimera. Un’amarezza che traspare anche dagli episodi finali: il nervosismo di Rafa Leao, sostituito e uscito dal campo senza nascondere il disappunto, e la rabbia di Sarri, espulso nel recupero per proteste nei confronti dell’arbitro Guida, reo ai suoi occhi di aver concesso un recupero eccessivo. L’ex Juve, trattenuto a stento, ha lasciato i suoi a gestire gli ultimi assalti di un Milan che, come sottolineato da lui stesso nei giorni scorsi, «ha accelerazioni devastanti e sa farti male anche quando non sembra in controllo».




