Mariani arbitro ai Mondiali 2026, l’Italia ci sarà (ma solo in campo grigio)
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Redazione Sport
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Nonostante l’assenza della nazionale, un pezzo d’Italia si è comunque guadagnato un posto nella fase finale della Coppa del Mondo 2026. Maurizio Mariani, direttore di gara romano con una carriera costruita tra serie A e competizioni europee, è stato infatti inserito dalla Fifa nella lista dei 52 arbitri selezionati per la rassegna che si terrà tra Stati Uniti, Canada e Messico. Una scelta, quella operata dall’organo internazionale, che premia la crescita tecnica di un fischietto capace di imporsi – in un panorama arbitrale spesso dominato da scuole storiche come quella inglese o tedesca – con personalità e rigore interpretativo. Mariani, che rappresenterà dunque l’unico “azzurro” sul terreno di gioco, sarà affiancato da altri tre connazionali, seppur con ruoli diversi: Marco Di Bello figura tra i 30 operatori del Var, mentre Daniele Bindoni e Alberto Tegoni sono stati convocati come assistenti.
Una squadra da 52 fischietti, Collina: “I migliori al mondo”
A ufficializzare la rosa – la più ampia mai assemblata per un mondiale, come ha sottolineato lo stesso Pierluigi Collina – è stato il presidente del comitato arbitrale della Fifa, nonché ex arbitro simbolo del calcio italiano. L’elenco complessivo conta 52 direttori di gara, 88 assistenti e 30 addetti al Var, provenienti da tutte e sei le confederazioni continentali e da 50 federazioni affiliate. Di questi, solo Mariani è stato designato come arbitro principale per l’Italia, mentre il già citato Di Bello opererà al monitor, Bindoni e Tegoni lungo le fasce laterali. “Sono i migliori al mondo”, ha dichiarato Collina senza mezzi termini, riferendosi al gruppo selezionato e chiudendo di fatto ogni dibattito su presunti favoritismi o quote geografiche.
Miami e il seminario pre-mondiale, tra Var e nuove regole
L’intera squadra arbitrale si riunirà a Miami a partire dal 31 maggio, dove prenderà parte a un seminario intensivo della durata di dieci giorni. L’obiettivo, come accade ormai da diverse edizioni, è duplice: uniformare l’interpretazione delle regole – in particolare quelle relative ai contatti in area di rigore e alla gestione dei tempi di recupero – e testare sul campo i protocolli del Var, strumento sempre più centrale nelle dinamiche di gara. La scelta di una sede statunitense, peraltro, non è casuale: gli Stati Uniti condividono l’onere organizzativo con Canada e Messico, e Miami fungerà da hub logistico per i direttori di gara prima della loro distribuzione nei vari impianti del torneo.
Il precedente svizzero: Schärer primo dopo Busacca
A due anni dal suo esordio agli Europei, l’arbitro elvetico Sandro Schärer, 37 anni, farà il suo debutto mondiale. Con lui sono stati nominati l’assistente Stéphane De Almeida, 38 anni, e Fedayi San, 43 anni, che diventerà il primo Var svizzero nella storia della competizione. Un dato che, se letto in parallelo con la situazione italiana, racconta di una Fifa sempre più attenta a valorizzare arbitri provenienti da Paesi non necessariamente protagonisti sul piano delle nazionali. L’Italia, insomma, non giocherà il mondiale, ma lo arbitrerà – o almeno lo co-gestirà – con quattro suoi rappresentanti, un numero che pochi altri Paesi possono vantare.




