Bitcoin frena a metà ottobre, il mercato crypto trema
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Redazione Economia
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L’atteso “Uptober”, che tradizionalmente porta venti favorevoli per le criptovalute, sta mostrando i primi segni di affanno, con Bitcoin che, dopo il timido rimbalzo di settembre, arretra in modo significativo. Il prezzo, oscillante attorno ai 106.690 dollari, segna infatti una contrazione mensile del -6,20%, un movimento che, seppur non catastrofico, interrompe la dinamica positiva del mese precedente e getta un’ombra di incertezza sugli scenari di fine anno. Nonostante questo scivolone, che ha inevitabilmente preoccupato una parte degli investitori, il quadro complessivo annuo rimane comunque positivo, con un avanzo che si attesta ancora sul 14,50%.
La giornata nera e le liquidazioni forzate
La tensione si è materializzata in una delle sessioni più difficili, quando il valore ha subito un’impennata al ribasso, scendendo sotto la soglia psicologica dei 104.000 dollari. Questo brusco movimento, che ha fatto registrare un calo prossimo al 5% in poche ore, ha innescato un effetto domino su tutto il panorama digitale. Ethereum, XRP, Solana e BNB, per citarne alcune, sono state trascinate nella scia del crollo, mentre il mercato complessivo ha visto evaporare capitali per miliardi di dollari. L’episodio più critico, che ha contribuito ad amplificare la volatilità, è stato il verificarsi di liquidazioni forzate per circa un miliardo di dollari in un arco di ventiquattro ore, un evento che ha costretto molti trader a uscire dalle proprie posizioni.
Le voci dal mercato e lo scenario macro
Al di là dei numeri, che fotografano una fase di correzione tecnica, alcuni analisti osservano come il comportamento di Bitcoin possa essere letto anche come un termometro di timori più ampi. Jack Mallers, amministratore delegato di Strike, ha recentemente sottolineato come la nuova ondata di difficoltà che sta investendo diverse banche regionali statunitensi, sebbene in condizioni diverse dal 2023, possa creare uno scenario di stress di liquidità. Mallers ritiene che Bitcoin stia iniziando a “prezzare” correttamente questo rischio, posizionandosi come un potenziale beneficiario di eventuali misure di stimolo che la Federal Reserve potrebbe essere costretta ad adottare per calmierare i mercati.
L’incertezza regna nonostante i fondamentali
La volatilità implicita, un indicatore chiave delle attese di oscillazione dei prezzi, è attualmente in rialzo, segnale che gli operatori si aspettano nuovi movimenti significativi, senza però una direzione chiara e univoca. Mentre alcuni asset alternativi hanno mostrato performance contrastanti, il trend di Bitcoin rimane incerto, in bilico tra la tenuta di supporti tecnici di breve periodo e la pressione vendista che periodicamente si riaffaccia. La capitalizzazione totale del settore, attestatasi sui 3,58 trilioni di dollari, riflette una fase di stallo, nella quale il mercato cerca un nuovo equilibrio dopo la spinta propulsiva dei mesi estivi.




