Esenzione Irpef pensioni vittime del dovere: chi può richiederla e cosa cambia
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Redazione Economia
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L’esenzione Irpef pensioni vittime del dovere entra in una nuova fase con le indicazioni operative diffuse dall’INPS, che chiariscono modalità di accesso e ambito di applicazione del beneficio. La novità riguarda le vittime del dovere, i soggetti equiparati e i familiari superstiti, che potranno beneficiare della totale esclusione dall’imposta sui trattamenti pensionistici. L’effetto pratico è un incremento dell’importo netto mensile percepito dagli aventi diritto. L’agevolazione, tuttavia, non viene riconosciuta automaticamente e richiede la presentazione di una specifica domanda per ottenere il beneficio fiscale e gli eventuali arretrati spettanti.
Le nuove regole sull’esenzione Irpef delle pensioni
Le istruzioni sono contenute nel messaggio INPS n. 1943 del 10 giugno 2026, con il quale l’Istituto ha definito il nuovo quadro applicativo dell’agevolazione. Il cambiamento più rilevante consiste nell’estensione dell’esenzione dall’Irpef a tutti i trattamenti pensionistici riconosciuti agli aventi diritto. In precedenza il beneficio era limitato alle prestazioni direttamente collegate all’evento che aveva determinato il riconoscimento dello status di vittima del dovere o soggetto equiparato. Con le nuove disposizioni, invece, il perimetro viene ampliato e comprende l’intera platea dei trattamenti pensionistici spettanti ai beneficiari.
L’ampliamento interessa quindi una categoria più vasta di prestazioni previdenziali e comporta una riduzione totale della tassazione Irpef applicata alle pensioni degli aventi diritto. Le novità chiarite dall’INPS incidono direttamente sul trattamento fiscale e consentono ai beneficiari di percepire importi netti superiori rispetto al passato. Tra gli aspetti evidenziati figura anche l’estensione del beneficio a situazioni che comprendono la reversibilità e il cumulo contributivo, confermando una portata più ampia della misura rispetto al precedente regime applicativo.
Chi ha diritto al beneficio e il caso degli orfani
L’esenzione fiscale riguarda le vittime del dovere, i soggetti equiparati e i loro familiari superstiti. Una disciplina specifica è prevista per gli orfani delle vittime del dovere o dei soggetti equiparati. In questi casi l’esenzione dall’Irpef si applica al trattamento pensionistico ai superstiti riconosciuto in loro favore e continua a produrre effetti per tutto il periodo in cui risultano soddisfatte le condizioni stabilite dalla normativa.
Per gli orfani il beneficio viene normalmente riconosciuto fino al raggiungimento della maggiore età. La tutela può però proseguire oltre questo limite nei casi previsti dalla legge. Se l’orfano frequenta un corso universitario, infatti, l’esenzione può essere mantenuta fino al compimento del ventiseiesimo anno di età. La durata del beneficio resta quindi collegata alla permanenza dei requisiti richiesti, consentendo la prosecuzione dell’agevolazione fiscale anche durante il percorso di studi universitari.
Come presentare la domanda all’INPS
L’INPS ha precisato che il riconoscimento dell’esenzione non avviene in modo automatico. Gli interessati devono presentare una richiesta per ottenere l’applicazione del beneficio sui trattamenti pensionistici percepiti. La procedura assume particolare importanza anche per il recupero delle somme eventualmente spettanti a titolo di arretrati, che possono essere riconosciute a seguito dell’accoglimento dell’istanza.
Con il messaggio n. 1943/2026 l’Istituto ha quindi fornito il quadro operativo necessario per consentire agli aventi diritto di accedere all’agevolazione fiscale. Le indicazioni chiariscono sia l’estensione del beneficio a tutti i trattamenti pensionistici sia le modalità per richiederlo, definendo un sistema che dal 2026 amplia la tutela economica riconosciuta alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai familiari superstiti attraverso l’esenzione totale dall’Irpef sulle pensioni spettanti.




