La Trapani Shark travolta da una maxi multa, mentre la crisi di palleggio si aggrava

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una nuova, onerosa sanzione si abbatte sul percorso già irto di ostacoli della Trapani Shark, costretta a pagare un’ammenda di cinquantamila euro per non aver rispettato il limite minimo di dodici giocatori contrattualizzati nella vittoriosa partita interna contro Udine. L’inosservanza dell’obbligo, derivante dalla scelta della formula 6+6 compiuta a inizio stagione, è stata ufficializzata dal Giudice Sportivo Nazionale della FIP, che – prendendo atto di una nota della Lega Basket Serie A – ha certificato come i contratti depositati dal club siciliano non raggiungessero il numero prescritto dalla normativa vigente. La pesante multa, del resto, arriva in un frangente di estrema difficoltà per la società, già penalizzata in classifica di cinque punti per precedenti inadempienze economiche e privata, nell’arco di pochi giorni, della guida tecnica e di due elementi fondamentali del roster.

Il conto salato di un esodo annunciato

La fuga in Grecia di Timmy Allen, considerato una delle new-entry più intriganti del campionato e trasferitosi al Paok Salonicco, ha infatti innescato la procedura sanzionatoria, lasciando la squadra al di sotto del tetto contrattuale minimo senza che un altro atleta venisse registrato in tempo utile. La partenza del giocatore, unita a quella di Amar Alibegovic, ha reso ancor più fragile un organico già provato, mentre dalla panchina si è allontanato anche l’allenatore Jasmin Repesa, gettando la compagine in una situazione di caos sportivo. La cessione di Allen, peraltro, se da un lato ha permesso alle casse del club di incamerare un ricco buy-out – utile a lubrificare una situazione finanziaria che resta poco chiara – dall’altro ha esposto la società al rigore del giudice sportivo, in un perfetto cortocircuito tra esigenze di cassa e regolamenti da osservare.

Il silenzio imbarazzato delle istituzioni

Di fronte a un caso così spinoso, le parole scarseggiano e lasciano il posto a un imbarazzo palpabile. Il presidente della Lega Basket Serie A, interpellato sulla vicenda da un’emittente televisiva, ha infatti optato per un netto rifiuto al commento, definendo l’argomento “estremamente delicato” e preferendo il silenzio. Una presa di posizione, questa, che riflette la complessità di una crisi multidimensionale, dove le questioni regolamentari si intrecciano a quelle economiche e societarie, e che sembra consegnare la squadra al suo destino, tra indiscrezioni di mercato e provvedimenti della giustizia sportiva.

Una tempesta perfetta sul parquet

Quello che si delinea, pertanto, è il quadro di una tempesta perfetta, dove la sanzione per il numero insufficiente di tesserati rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una serie di eventi negativi. La vittoria sul campo contro Udine, che pure aveva regalato tre punti preziosi, viene così oscurata da una stangata amministrativa che pesa sul bilancio e sull’umore dell’ambiente, in un momento in cui la società avrebbe invece bisogno di stabilità e di segnali concreti di ripresa. La mancanza di una panchina fissa e di un roster completo, d’altronde, rischia di compromettere il prosieguo della stagione, in una spirale dalla quale sarà difficile uscire senza un radicale cambio di passo.

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