Bonus auto elettriche 2025, fondi quasi esauriti in poche ore
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Redazione Economia
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Oltre quarantacinquemila domande, un vero e proprio assalto al portale, hanno caratterizzato la corsa agli incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici, i quali, stando alle previsioni, potrebbero esaurire le risorse disponibili nel giro di un solo giorno dall'apertura della piattaforma. Si tratta di sussidi che, per i soggetti con un indicatore Isee inferiore ai quarantamila euro e un'auto fino alla classe Euro 5 da destinare alla rottamazione, raggiungono l'importo considerevole di undicimila euro; un'opportunità, questa, estesa anche alle microimprese, che ha scatenato una competizione serrata per accaparrarsi i contributi. La pressione degli utenti è stata talmente elevata, fin dai primi momenti, che il sito sviluppato da Sogei per conto del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica ha faticato non poco a reggere il carico delle richieste, creando code d'attesa virtuali prolungate.
Un click day per i voucher
Nonostante i criteri di accesso, molto più rigidi rispetto a quelli che caratterizzavano i precedenti Ecobonus e che di fatto hanno ristretto la cerchia dei potenziali beneficiari, l'edizione 2025 degli incentivi per le auto a zero emissioni si è rivelata un successo clamoroso. L'evento si è configurato come un autentico click day, con l'emissione di più di quarantamila voucher in sole sei ore; tentare di accedere al portale, anche pochi istanti dopo la sua attivazione, significava confrontarsi con tempi di attesa che hanno superato, in molti casi, i novanta minuti, a testimonianza dell'enorme affluenza.
Risorse consumate in tempo record
In un lasso di tempo brevissimo, la quasi totalità dei fondi destinati alla mobilità elettrica è dunque evaporata. Quei 597 milioni di euro, provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e concepiti per accelerare la transizione ecologica del parco auto, sono stati in gran parte impegnati in poche ore: cittadini e piccole imprese, che hanno ottenuto il voucher per lo sconto massimo, hanno infatti consumato 481 milioni, lasciando una frazione esigua della dotazione iniziale.
L'ampliamento della platea beneficiaria
Parallelamente al boom delle richieste, è stato pubblicato l'aggiornamento delle aree urbane funzionali, che ha portato all'inclusione di altri trecentosessantotto comuni, ampliando così la platea di coloro che possono richiedere il bonus. Il ministero assicura equità e continuità nell'accesso ai contributi, sottolineando come la perimetrazione di queste zone sia il risultato di un complesso lavoro istruttorio, svolto in coordinamento con la Commissione europea e basato sui dati di pendolarismo del Censimento della popolazione 2021, integrato con le più recenti statistiche demografiche validate a livello nazionale.




