Il governo studia una nuova Irpef per il ceto medio nella manovra 2026
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Redazione Economia
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Mentre si avvicina la scadenza per la legge di Bilancio, il governo è al lavoro su una riforma fiscale che, sebbene slittata al 2026, punta a ridisegnare in profondità il prelievo sul reddito delle famiglie. L’obiettivo primario, come emerso dalle indiscrezioni che circolano in queste settimane, è l’introduzione di un nuovo scaglione Irpef dedicato specificamente al cosiddetto ceto medio, ovvero quella platea di contribuenti – lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati – il cui reddito annuo si attesta tra i 28.000 e i 60.000 euro.
Questa fascia, che pur non essendo elevata contribuisce in maniera determinante al gettito complessivo, vedrebbe così alleggerito il proprio carico fiscale. La misura, che rappresenta il cuore della prossima manovra, è stata rinviata di un anno per i noti vincoli di bilancio, ma la sua architettura è già al centro di un minuzioso lavoro di cesello da parte degli tecnici.
Parallelamente al taglio delle imposte, il governo dovrà affrontare il delicato dossier pensioni, il quale, com’è noto, include la possibilità di un anticipo pensionistico a 64 anni e il complesso meccanismo di adeguamento dell’età alla speranza di vita. Sul versante dei bonus, si profilano invece diverse conferme: quelli legati all’edilizia, ad esempio, dovrebbero essere prorogati fino al 2027, seppur con aliquote ridotte al 36% per gli interventi sulla prima casa e al 30% per le seconde.




