La Francia e il Regno Unito sull'orlo della crisi, spettri del 1976

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre l'Europa fissa lo sguardo sulle tensioni geopolitiche globali, due delle sue principali economie, la Francia e il Regno Unito, navigano in acque finanziarie pericolosamente agitate, con il debito pubblico che cresce a ritmi insostenibili e il rischio di un intervento esterno, sebbene ufficialmente smentito, che aleggia minaccioso. Oltremanica, il nuovo governo laburista di Keir Starmer si trova già a dover fronteggiare previsioni fosche: Andrew Sentance, ex membro del board della Bank of England, ha dichiarato senza mezzi termini che il Regno Unito, con la manovra in preparazione, "è sulla strada per una crisi come quella del 1976". Un paragone che evoca il ricordo vivido del governo Callaghan, costretto allora a umilianti prestiti dal Fondo Monetario Internazionale per salvare i conti pubblici, un'evenità che oggi, sebbene remota, non è più considerata del tutto impossibile.

Oltre la Manica, la situazione appare ancor più critica e immediatamente politica. Il Primo Ministro François Bayrou, il cui esecutivo è appeso al filo di un voto di fiducia annunciato per l'8 settembre, ha lanciato un drammatico appello alla responsabilità, cercando un'impopolare intesa sul debito. Il suo piano, che prevede tagli alla spesa pubblica per 44 miliardi di euro, è però destinato a naufragare. Tutte le principali forze di opposizione, dall'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon all'estrema destra di Marine Le Pen, hanno già annunciato il loro voto contrario, rendendo la caduta del governo una probabilità concreta. La notizia della crisi politica ha prodotto effetti immediati sui mercati, provocando un crollo delle azioni bancarie francesi e un rialzo dei costi di finanziamento per lo Stato.

La posta in gioco, come sottolineato dal ministro dell'Economia Eric Lombard, è altissima. Pur cercando di calmare gli animi e smentendo qualsiasi "minaccia di intervento" da parte del FMI o della Bce, lo stesso Lombard ha dovuto ammettere l'esistenza di un rischio latente. I numeri, del resto, parlano da soli: il debito pubblico francese aumenta di 12 milioni di euro all'ora e una fetta consistente della ricchezza prodotta annualmente, si stima almeno il 20%, viene divorata dal pagamento dei soli interessi, una situazione che il governo definisce "insostenibile".

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.