Condò: "Milan, gol subiti così non è calcio. L'Inter paga la sua ambizione"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Milan, che contro la Fiorentina ha rischiato di incassare reti in almeno nove modi diversi tra errori tecnici e disorganizzazione difensiva, sembra aver fatto della fragilità iniziale una pericolosa consuetudine. Se è vero che i rossoneri, insieme al Bologna, detengono il record di punti recuperati da svantaggio in questa Serie A, è altrettanto innegabile che le partenze in netto ritardo – con ben dieci gol subiti nel primo quarto d’ora – stiano diventando un’eredità pesante. Quella vista all’Olimpico, dove Thiaw e compagni hanno prima regalato due gol ai viola e poi faticosamente agguantato il pareggio, è stata una partita "col passepartout", come l’ha definita Condò, con l’area milanista praticamente aperta a chiunque.

Sergio Conceiçao, interpellato sulle dichiarazioni di Palladino che aveva lodato lo spettacolo, non ha nascosto il suo disappunto: «A me le partite piene di errori non piacciono». E la reazione del tecnico portoghese, che pure non ha assistito alla gara, sembra sintetizzare l’impressione di chi l’ha rivista a freddo: una sequenza di ingenuità individuali e collettive, con il Milan trascinato da Abraham e Jović dopo un autogol sfortunato e il raddoppio di Kean.

Diverso il discorso per l’Inter, su cui Condò è tornato a più riprese. Il pari contro il Parma, secondo l’analista, ha cambiato gli equilibri della corsa scudetto, dando al Napoli – che ora attende lunedì con speranza anziché angoscia – una boccata d’ossigeno. «Paghi il prezzo dell’ambizione», ha osservato, riferendosi alla scelta nerazzurra di non privilegiare alcuna competizione. Un approccio encomiabile, ma che si traduce in un logorio fisico e mentale capace di incidere sui risultati.

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