Attacco a Mannheim: un attivista anti-islamico ferito
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un attacco con coltello ha avuto luogo a Mannheim, in Germania, durante un raduno pubblico. La vittima principale è stata Michael Stuerzenberger, leader del movimento di destra "Pax Europa". L'aggressione ha seguito le linee guida precedentemente ribadite da Daesh sui suoi canali media.
Dettagli dell'aggressione
L'assalitore, armato di un coltello di grandi dimensioni, ha attaccato furiosamente Stuerzenberger, mettendo in conto il suo sacrificio, anche nella eventualità del cosiddetto "suicide-by-cop", ovvero l'ipotesi di essere fermato dall'impiego della forza letale da parte delle forze di sicurezza. Stuerzenberger è stato colpito alla gamba e al volto, ma è ora fuori pericolo.
Il contesto dell'attacco
L'attacco è avvenuto a Mannheim, città che fu distrutta durante la Guerra dei Trent'anni e poi ricostruita come simbolo della convivenza tra religioni. Tutto si è svolto in pochi minuti: un coltello, le urla, uno sparo e il sangue sul selciato della Piazza del Mercato.
Conseguenze dell'aggressione
L'aggressore ha ferito sei persone, tra cui un agente che è ora in condizioni critiche. Il bilancio avrebbe potuto essere più grave se non ci fossero stati diversi tentativi di bloccarlo, fino al colpo esploso da un poliziotto che lo ha neutralizzato. L'incidente ha riacceso il dibattito sulla "strisciante islamizzazione" in Germania e in Europa, un tema centrale per il movimento "Pax Europa".




