Scontro tra Enav e Tim sulle responsabilità del blocco dei voli nel nord Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’indagine dell’Ente nazionale dell’aviazione civile (Enac), che si concluderà tra sette giorni con un dossier, ha già permesso di quantificare i danni provocati dall’interruzione del servizio radar sabato sera: circa 320 voli cancellati o ritardati, con ripercussioni a catena negli aeroporti di Genova-Sestri, Milano Linate, Malpensa, Orio al Serio, Torino-Caselle e persino in scali più distanti come Firenze, Pisa, Verona e Modena. Oltre sessantamila passeggeri hanno subìto disagi, molti dei quali trascinandosi fino alla giornata di domenica, mentre le compagnie cercavano di ripristinare la normalità.

Il guasto, verificatosi alle 20.18 al Centro di controllo d’area di Milano Linate, ha interrotto per due ore la trasmissione dei dati di volo, paralizzando i cieli del nord-ovest. Sebbene l’emergenza tecnica sia stata risolta in tempi relativamente brevi, le conseguenze operative — tra voli annullati, code interminabili e passeggeri costretti a passare la notte in aeroporto — hanno riacceso il dibattito sulle responsabilità. Da una parte c’è Enav, che gestisce il traffico aereo civile, dall’altra Tim, fornitore delle infrastrutture di telecomunicazione. Le due società si scambiano accuse mentre l’Autorità garante della concorrenza potrebbe essere chiamata a valutare eventuali negligenze.

Intanto, per i viaggiatori coinvolti si apre la questione dei risarcimenti. Secondo il regolamento comunitario 261/2004, citato da RimborsoAlVolo, i passeggeri hanno diritto al rimborso del biglietto in caso di cancellazione, ma non al bonus di 600 euro previsto per i ritardi superiori alle tre ore, poiché l’evento rientrerebbe tra le "cause di forza maggiore". Nonostante ciò, il Codacons ha annunciato un esposto alla procura di Milano per ipotizzare il reato di interruzione di pubblico servizio, sostenendo che il blackout avrebbe potuto essere evitato con maggiori investimenti in manutenzione.

A complicare il quadro, i disagi hanno coinvolto anche i voli di continuità territoriale per la Sardegna, già al centro di polemiche per i frequenti disservizi. Circa trecento passeggeri sardi, bloccati a Linate, hanno trascorso la notte tra sabato e domenica in condizioni precarie: chi stipato nelle sale d’attesa, chi addirittura costretto a dormire per terra. Un episodio che ha riacceso le proteste contro un sistema di collegamento aereo considerato inadeguato, mentre la politica discute una possibile proroga delle misure di sostegno.

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