Caos voli, scontro Tim-Enav: di chi è la responsabilità?
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Redazione Interno
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Il blackout del sistema radar Enav che sabato sera ha paralizzato il traffico aereo nel centro-nord Italia, con ripercussioni su voli nazionali ed europei, ha scatenato un acceso botta e risposta tra l’ente di controllo del traffico aereo e Tim, coinvolta come fornitore di connettività. Enav ha attribuito il collasso a "problemi nella rete di trasmissione dati", ma Tim ha replicato di non avere responsabilità, sottolineando che i propri sistemi, "ridondanti e dotati di backup automatici", si attivano in caso di malfunzionamenti.
La questione, oltre a lasciare a terra migliaia di passeggeri – coinvolti in 320 voli tra cancellazioni, ritardi e dirottamenti – ha avuto ripercussioni finanziarie. In borsa, il titolo Enav ha aperto in calo dello 0,57% per poi risalire, mentre Tim, dopo un iniziale rialzo, ha invertito la rotta scendendo lievemente sotto la parità. Gli analisti osservano con attenzione l’evolversi della vicenda, che rischia di trasformarsi in un caso giudiziario.
Intanto, l’Enac ha annunciato l’apertura di una commissione d’inchiesta per accertare le cause tecniche del blocco, mentre in procura potrebbe presto arrivare un esposto per i danni subiti dai passeggeri. Il quadro si complica alla luce degli ultimi avvertimenti dell’intelligence britannica, che ha segnalato una "guerra ibrida" condotta da gruppi legati a Mosca contro infrastrutture critiche, tra cui quelle aeroportuali". Sebbene non vi siano prove di un legame con l’incidente italiano, il contesto solleva interrogativi sulla sicurezza dei sistemi.
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