Blocco dei cieli nel nord Italia, due ore di caos per un guasto ai radar: Enav e Tim si accusano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il traffico aereo del nord-ovest italiano è rimasto paralizzato per oltre due ore nella serata di sabato 28 giugno, quando, alle 20.18, il centro radar ha smesso di ricevere i dati di volo. Il blocco, causato da un’interruzione nella trasmissione delle informazioni, ha costretto gli scali principali – tra cui Malpensa, Linate e Torino – a sospendere temporaneamente le operazioni, con ripercussioni che si sono protratte fino alla giornata di domenica. Mentre i voli sono ripresi regolarmente, resta aperta la questione delle responsabilità: Enav, la società che gestisce il controllo del traffico aereo civile, punta il dito contro Tim, accusata di non aver garantito la stabilità della connessione dati. La compagnia telefonica, dal canto suo, respinge ogni addebito, sostenendo che il malfunzionamento sia da attribuire a un problema interno a Enav.

L’incidente, che ha coinvolto migliaia di passeggeri, non è passato inosservato nei mercati finanziari. All’apertura di Piazza Affari, il titolo Enav ha registrato un calo iniziale dello 0,57%, per poi risalire e stabilizzarsi appena sopra la parità. Tim, invece, dopo un avvio in rialzo dello 0,6%, ha invertito la rotta scendendo lievemente sotto lo zero, con un calo inferiore allo 0,5%. Gli analisti osservano con attenzione l’evolversi della situazione, soprattutto in vista di possibili ricadute legali: il Codacons ha già annunciato un esposto alla procura di Milano per interruzione di pubblico servizio.

Intanto, per i viaggiatori colpiti dai disagi si apre la questione dei rimborsi. Secondo quanto previsto dal regolamento comunitario 261/2004, i passeggeri hanno diritto al rimborso del biglietto, ma non al bonus di 600 euro, poiché l’evento rientra tra le cause di forza maggiore. «Le compagnie aeree non possono essere ritenute responsabili», spiegano gli esperti di RimborsoAlVolo, sottolineando che, nonostante l’inconveniente, la normativa europea garantisce forme di assistenza.

A complicare il quadro, però, c’è anche l’ennesima crisi della continuità territoriale in Sardegna, dove i passeggeri – già alle prese con voli cancellati e ritardi cronici – si sono trovati bloccati negli aeroporti del nord a causa del guasto ai radar. Circa trecento sardi hanno trascorso la notte tra sabato e domenica a Linate, molti dormendo per terra o sulle panchine, con l’assistenza ridotta al minimo. Un episodio che riaccende le polemiche su un servizio da tempo al centro di proteste, mentre il governo fatica a trovare soluzioni definitive.

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