La firma sull'accordo Ue-Mercosur è sempre più vicina, dopo le garanzie all'Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’intesa commerciale con i paesi del Sud America, negoziata per un quarto di secolo, potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. La posizione favorevole che Roma si appresta ad assumere, infatti, rimuove quello che a Bruxelles era considerato l’ultimo significativo scoglio politico interno. Le trattative, che proseguono senza sosta anche durante le festività, hanno registrato progressi concreti secondo quanto confermato dai portavoce dell’esecutivo comunitario, i quali, pur senza entrare nel merito delle singole trattative, hanno parlato di un lavoro intenso e di passi in avanti.

Le garanzie ottenute dal governo italiano

La possibile svolta italiana, anticipata da fonti bene informate e circolata nelle cancellerie europee, poggia sull’acquisizione di specifiche rassicurazioni. Il governo, dopo un confronto serrato con la Commissione europea, avrebbe infatti ottenuto le garanzie richieste a tutela del proprio settore agricolo, un comparto storicamente sensibile a questo tipo di accordi per il timore di una concorrenza sleale. A tali garanzie, secondo quanto trapela, si assocerebbe anche la prospettiva di accedere a risorse aggiuntive dai fondi comunitari, un elemento che ha evidentemente contribuito a sciogliere le residue perplessità.

Il percorso verso il voto decisivo

L’appuntamento cruciale è ora fissato per il 9 gennaio, quando gli ambasciatori dei Ventisette si riuniranno per discutere formalmente la posizione comune. Un via libera in quella sede, considerato ormai probabile da molti osservatori, aprirebbe la strada alla firma definitiva di uno dei più vasti patti commerciali mai concepiti, interessando un mercato di centinaia di milioni di consumatori. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che la Francia mantiene ancora dei "paletti", come vengono definiti nelle dichiarazioni ufficiali, sebbene l’ostacolo principale sembri essere stato superato con il cambio di passo di Roma.

L’impatto e il contesto geopolitico

La conclusione di questo negoziato, iniziato nei lontani anni Novanta, assumerebbe un significato che va ben oltre il mero scambio di merci. In un momento di ridefinizione degli equilibri globali, con l’amministrazione del presidente Trump che persegue una politica estera più marcatamente nazionale, l’Unione Europea troverebbe in quest’area del mondo un partner economico di primaria importanza. L’accordo, che coinvolge Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, mira a creare una zona di scambio privilegiata, riducendo dazi e armonizzando regole, con l’obiettivo di dare nuovo slancio alle economie di entrambi i blocchi dopo anni di trattative estenuanti.

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