L'Ue dà il via libera all'accordo con il Mercosur, settore agroalimentare in festa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Commissione europea ha autorizzato, in una decisione attesa da anni, l’accordo di partenariato con il Mercosur, il blocco commerciale sudamericano che comprende Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay. L’intesa, definita «una pietra miliare» dalla presidente Ursula von der Leyen, dovrà ora ottenere il via libera definitivo dai ventisette Stati membri dell’Unione e dal Parlamento europeo, un percorso che si annuncia tutt’altro che semplice nonostante l’importante passo in avanti. Contestualmente all’approvazione per il Mercosur, i commissari hanno dato il loro assenso anche all’aggiornamento dell’accordo commerciale tra l’Ue e il Messico, segnando una giornata cruciale per la politica commerciale europea.

Il mondo economico, in particolare quello vinicolo, ha immediatamente accolto con favore la notizia, interpretandola come un segnale positivo in un contesto globale spesso segnato da protezionismi. Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini, ha sottolineato come «questi siano gli accordi commerciali che ci piacciono», evidenziando l’importanza di un’apertura verso il libero mercato da cui il settore, che punta molto sull’export, si aspetta benefici tangibili in termini di riduzione delle tariffe e dei costi. Le imprese del comparto agroalimentare europeo, infatti, sono tra quelle che potranno trarre i maggiori vantaggi dalla creazione di uno dei più vasti spazi di libero scambio al mondo.

Il governo italiano, da parte sua, ha espresso una soddisfazione cauta, prendendo atto con favore dell’inserimento nel testo finale di «un pacchetto di salvaguardie aggiuntive» a protezione degli agricoltori europei, una delle richieste più pressanti avanzate da Roma durante le lunghe e complesse trattative. Palazzo Chigi, tuttavia, attraverso una nota ufficiale, ha precisato che una decisione definitiva sul sostegno all’accordo verrà presa solo dopo un’attenta valutazione della solidità delle garanzie ottenute, lasciando intendere che il voto italiano non è ancora scontato.

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