L'arresto di Enrico Tiero e il "metodo" tra assunzioni e favori
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Redazione Interno
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L'inchiesta della Procura di Latina, che ha portato all'arresto del consigliere regionale di Fratelli d'Italia Enrico Tiero, delinea una prassi operativa che i magistrati hanno definito, nelle richieste cautelari, un vero e proprio "metodo Tiero". Tale sistema, secondo l'accusa, si basava su un meccanismo duale e collaudato: da un lato, l'offerta agli imprenditori di una piena disponibilità a rendersi "utile", sfruttando le funzioni che Tiero esercitava nell'assemblea regionale; dall'altro, la pretesa di assunzioni mirate, presentate come contropartita per la sua "militante disponibilità". Il politico, che oltre a presiedere la commissione Sviluppo partecipava attivamente ai lavori di quelle dedicate a sanità, cooperazione e ambiente, nonché ai gruppi speciali sul Pnrr e sulla semplificazione amministrativa, avrebbe così trasformato il suo ruolo istituzionale in una leva per ottenere benefici personali.
Il caso concreto e le reazioni politiche
Una delle situazioni concrete portate alla luce dall'inchiesta, e che emblematicamente illustrerebbe il metodo, riguarda una presunta raccomandazione per la figlia. In un dialogo intercettato, Tiero avrebbe affermato che "col rinnovo del contratto puoi pagare il mutuo", lasciando intendere come la stabilità lavorativa della giovane fosse legata a dinamiche estranee al merito. L'arresto del consigliere ha generato un immediato effetto a cascata all'interno della maggioranza di centrodestra regionale, costringendo il partito a fare i conti con una situazione scomoda. Mentre alcuni esponenti hanno espresso una posizione garantista, è scattata la corsa per il suo seggio, che, secondo le regole, dovrebbe essere assegnato alla prima dei non eletti nella lista del partito per la circoscrizione pontina, Emanuela Zappone. La sua designazione, tuttavia, non è scontata, poiché la stessa Zappone ricopre attualmente l'incarico di commissario straordinario dell'ente Parco nazionale del Circeo e si attende la sua nomina a presidente, ruolo che potrebbe portarla a declinare la supplenza in consiglio regionale.
La sospensione automatica e la rete di contatti
Sul piano giuridico-istituzionale, l'applicazione della misura cautelare ha determinato la sospensione automatica di Tiero dalla carica di consigliere regionale, in virtù di quanto disposto dall'articolo 8 della Legge Severino. La norma prevede infatti la sospensione di diritto per coloro nei cui confronti l'autorità giudiziaria abbia applicato, con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione. Questo meccanismo, che opera indipendentemente da un giudizio di colpevolezza, ha quindi immediatamente privato il politico del suo scranno alla Pisana, interrompendo di fatto l'esercizio delle sue funzioni pubbliche. Parallelamente, emerge dalle indagini il ritratto di un uomo politico attento alla cura della propria rete di relazioni, un'attività che ha coltivato in quasi trent'anni di carriera, muovendo i primi passi nella Dc e transitando poi per Forza Italia, Ncd e Cuori italiani prima di approdare al partito di Giorgia Meloni.
Le conseguenze immediate e il "metodo" di relazioni
Chiunque gli avesse lasciato il proprio numero di telefono, si legge negli atti, poteva aspettarsi di ricevere i suoi auguri in occasione delle festività natalizie e pasquali, ma anche, in prossimità delle scadenze elettorali, una sollecitazione di sostegno. Questa meticolosa attenzione alla gestione del consenso e dei contatti, unita alla posizione di potere, avrebbe costituito il terreno fertile per il consolidarsi di quelle pratiche ora al centro delle accuse. L'inchiesta, che coinvolge altre sei persone, continua a svilupparsi, allargando il proprio perimetro d'indagine mentre il partito deve gestire le ripercussioni politiche di un caso che scuote la sua rappresentanza regionale.




