La Fed taglia i tassi, Powell naviga a vista per lo shutdown

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’atteso annuncio del taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, un movimento ormai dato per scontato dai mercati con una probabilità superiore al 99%, segna una svolta di politica monetaria dopo un ciclo di restrizioni. Jerome Powell, il presidente della Fed, si trova a dover gestire una comunicazione particolarmente delicata, poiché l’attuale shutdown del governo federale ha di fatto privato gli analisti e l’istituzione stessa di una serie di dati macroeconomici fondamentali, dal mercato del lavoro all’andamento generale dell’economia. L’unico indicatore significativo recente, il dato sull’inflazione dello scorso 24 ottobre, ha mostrato un sensibile aumento al 3%, un valore comunque in calo rispetto alle previsioni, che ha offerto un quadro parziale e insufficiente per delineare scenari futuri con certezza. L’operato della banca centrale americana, in queste condizioni, si trasforma in un esercizio di pura gestione del rischio, dove ogni parola pronunciata da Powell viene soppesata con attenzione dagli investitori di tutto il mondo.

La reazione immediata dei mercati finanziari

L’ondata di ottimismo generata dall’annuncio ha già cominciato a manifestarsi con vigore nel settore delle criptovalute, dove Bitcoin ha consolidato la sua posizione al di sopra della soglia dei 117.000 dollari, mentre Ethereum ha riconquistato il livello dei 4.500. Questa spinta, sebbene alimentata da un evento largamente previsto, dimostra la liquidità pronta a riversarsi in asset considerati rifugio o alternativi in un contesto di tassi più bassi. Parallelamente, l’indice US100, che riunisce i principali titoli tecnologici, ha registrato guadagni significativi in attesa del verdetto, riflettendo le aspettative di un allentamento monetario che favorirebbe le società growth. Tuttavia, molti di essi si interrogano sulla sostenibilità di questi livelli, consci che le indicazioni fornite nella conferenza stampa potrebbero innescare tanto un ulteriore rally quanto una fase di correzione tecnica.

Il contesto internazionale e il ruolo della Bank of Canada

La decisione della Fed non è un evento isolato, ma si inserisce in una giornata densa di appuntamenti per la finanza globale, che vede anche la Bank of Canada chiamata a esprimersi sulla propria politica monetaria. Oltreoceano, l’attenzione è condivisa tra le banche centrali e un’altra serie di eventi di primo piano, come la pubblicazione dei bilanci trimestrali di colossi tecnologici quali Alphabet, Microsoft e Meta. Questa concomitanza di fattori, unita alla prevista fine del programma di Quantitative Tightening della Fed già a novembre, dopo oltre due anni di riduzione del bilancio, crea un mix esplosivo che potrebbe portare la volatilità a toccare il suo picco settimanale. Gli investitori, divisi tra diversi fronti caldi, sono costretti a una valutazione simultanea di politiche monetarie e fondamentali aziendali.

Le prospettive e il nuovo range dei tassi

Con il taglio di 25 punti base, il range dei tassi di interesse target scende così tra il 3,75% e il 4,00%, un primo passo concreto verso un allentamento del costo del denaro. I mercati, che ormai da più di un mese prezzavano questa eventualità con una probabilità superiore all’89%, non si aspettano sorprese sul gesto immediato, ma sono piuttosto concentrati a cercare tra le parole di Powell qualsiasi indizio che possa far luce sul cammino che la Fed intenderà percorrere nel corso del prossimo anno. La quasi totalità degli operatori, infatti, è alla ricerca di risposte su possibili ulteriori tagli nel 2025, in un panorama economico reso incerto e opaco proprio dalla mancanza di statistiche ufficiali aggiornate, delle quali si sentirà la mancanza nelle prossime riunioni del Comitato federale.

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