Powell avverte su inflazione e lavoro, la Fed naviga a vista
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Redazione Economia
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Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dipinto un quadro complesso dell'economia statunitense, descrivendo senza giri di parole una "situazione impegnativa" durante un intervento presso il Greater Providence Chamber of Commerce. A una settimana dal taglio dei tassi di interesse, una mossa attesa ma non per questo meno significativa, il banchiere centrale ha elencato i rischi che preoccupano l'istituto: da un lato un’inflazione che rimane ostinatamente elevata, dall’altro un mercato del lavoro che, pur in presenza di un tasso di disoccupazione ancora contenuto, mostra segnali di affaticamento con un’occupazione che cresce a ritmi più lenti. Powell ha sottolineato come questo duplice fronte di criticità abbia spinto il Federal Open Market Committee a spostare l’orientamento della politica monetaria verso una posizione più neutra, allontanandosi dalla stretta creditizia degli ultimi anni.
Le parole di Powell, che hanno ricalcato per larga parte quanto comunicato nella conferenza stampa successiva all’ultima riunione, non hanno provocato scossoni particolari nei listini di Wall Street. Il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno registrato movimenti contenuti, segno che gli investitori avevano già digerito il nuovo atteggiamento prudente della Fed. Tra i settori, l’energia e l’informatica hanno mostrato andamenti contrastanti, mentre titoli come United Health, Boeing e Nvidia non hanno subito variazioni degne di nota. Una relativa calma, la sua, che riflette l’assenza di vere e proprie sorprese nell’analisi del presidente, il quale ha però confermato la volontà di agire con flessibilità.
L’orientamento di politica monetaria, ha specificato Powell, rimane "moderatamente restrittivo", una definizione che lascia intendere come la porta a possibili ulteriori tagli dei tassi non sia affatto chiusa. Il Fomc, ha assicurato, si sta muovendo in un territorio delicato, senza un "percorso privo di rischi", e si dichiara pronto a intervenire nuovamente in base all’evoluzione dei dati economici. La sfida principale consiste nel bilanciare la necessità di non soffocare una crescita economica il cui ritmo è visibilmente rallentato con l’altrettanto impellente dovere di riportare l’inflazione verso il target del 2%, un obiettivo che al momento appare lontano.
Questa fase di transizione, per quanto gestita con apparente freddezza dai numeri, nasconde insidie notevoli. L’aumento, seppur lieve, del tasso di disoccupazione e il contemporaneo rialzo dei prezzi al consumo pongono la Fed di fronte a un dilemma classico, ma non per questo meno spinoso. L’istituto centrale, che sotto la guida di Powell ha sempre cercato di comunicare con la massima trasparenza, sembra dunque aver accettato l’idea di dover procedere meeting dopo meeting, valutando di volta in volta gli indicatori senza precludersi alcuna opzione, in un’atmosfera di attesa che caratterizzerà i prossimi mesi.




