Il caso dei freni Ferrari a Monaco: Leclerc accusa, Brembo risponde per iscritto
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Redazione Sport
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Il lungo e storicamente noioso trenino di monoposto di F1, quello che caratterizza da sempre la domenica del Gran Premio di Monaco, si è interrotto a 10 giri dalla fine con un colpo di scena enorme: proprio nel momento in cui la gara stava per ripartire dopo un breve regime di Safety Car, Charles Leclerc è finito contro il muro all’Antony Noghes. Quella curva, la destra che immette sul breve rettilineo di arrivo e partenza, ha vanificato così la possibilità di concludere la corsa sul terzo gradino del podio per il pilota di casa, il quale, in zona mista, non ha trattenuto la frustrazione.
“Dei quattro freni, tre non funzionavano” ha dichiarato il monegasco, specificando come i posteriori fossero letteralmente inesistenti nei dati di telemetria, quasi come se le pinze non fossero nemmeno montate sulla SF-26; un’accusa pesante che ha immediatamente innescato una reazione a catena, estendendosi persino agli effetti sull’andamento del titolo Brembo a Piazza Affari.
La replica ufficiale del fornitore italiano
Di fronte a una dichiarazione così esplicita, che non lasciava spazio a interpretazioni ambigue, il Gruppo Brembo ha scelto di non rimanere in silenzio, rispondendo a stretto giro con una nota scritta. Il tono utilizzato dall’azienda bergamasca è improntato a una certa sorpresa: se da un lato viene ribadita la solidità della collaborazione con la Scuderia Ferrari, una partnership che vanta ormai oltre cinquant’anni e che si estende anche ad altri marchi del gruppo come le frizioni AP Racing, dall’altro si sottolinea come sia tecnicamente prematuro formulare qualsiasi valutazione definitiva.
“L’azienda non conosce attualmente le cause dei problemi riscontrati da Charles Leclerc” si legge nel comunicato, aggiungendo come sia necessario esaminare i dati di telemetria insieme agli ingegneri del team prima di individuare l’origine precisa dell’episodio.
Ferrari, i due diversi sistemi frenanti e l’ipotesi Carbon Industries
Ciò che rende il caso particolarmente spinoso per Maranello, al di là del vetusto problema tecnico del riscaldamento dei freni su un circuito cittadino dove le velocità medie sono storicamente basse, è la questione legata alla presunta differenziazione delle scuderie.
A quanto pare, infatti, sulla SF-26 non tutti i piloti utilizzano la medesima configurazione: Lewis Hamilton avrebbe chiesto e ottenuto di utilizzare sulla propria monoposto i freni prodotti dalla Carbon Industries (quelli che lo hanno accompagnato nel corso della sua carriera in Mercedes e McLaren) già a partire dal Gran Premio del Giappone. Una scelta che sarebbe legata principalmente al feeling personale e alla ricerca di una risposta del pedale più naturale per il suo stile di guida, piuttosto che a un giudizio oggettivo sull’affidabilità dei diversi componenti.
Charles, di fatto, ha indicato come problema scatenante la temperatura troppo bassa degli impianti posteriori e, in parte, dell’anteriore destro; un aspetto che lo stesso pilota ha definito “inaccettabile”, considerando che la soluzione era già pronta in fabbrica, anche se lui stesso aveva preferito rinviarne l’adozione al prossimo appuntamento in Spagna.
Il fattore rigenerazione e le difficoltà tecniche del circuito
Per capire la dinamica, bisogna però ricordare un ulteriore elemento incidentale legato al contesto normativo di questo specifico fine settimana: la FIA aveva scelto di ridurre la potenza erogata dalla parte elettrica per motivi di sicurezza, una decisione che, sotto il profilo del recupero di energia, ha reso di fatto ridondante la capacità di ricarica ottenuta in frenata sull’asse posteriore.
Di conseguenza, una diversa modulazione al ribasso della rigenerazione potrebbe aver contribuito a portare i freni posteriori fuori dalla finestra ideale d’uso; erano semplicemente troppo freddi per garantire un elevato attrito tra dischi e pastiglie, e Monaco non offre certo i lunghi rettilinei necessari per scaldarli adeguatamente. Leclerc ha spiegato che, nonostante i tentativi di riattivarli durante il periodo di Safety Car, i posteriori non si scaldavano più, rendendo la monoposto un “incubo” da pilotare in frenata.
A Barcellona, questo fine settimana, il monegasco passerà finalmente alla configurazione usata dal compagno di squadra.




