Rayner si dimette, il governo Starmer perde la vicepremier
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Redazione Esteri
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Angela Rayner, vicepremier del governo britannico, ha rassegnato le proprie dimissioni, consegnando nelle mani del premier laburista Keir Starmer un rapporto che, sebbene non la ritenesse in violazione delle norme ministeriali, ha decretato la sua fine politica. La causa scatenante è un’inchiesta, condotta da sir Laurie Magnus – advisor indipendente di Downing Street per gli standard di condotta –, che ha accertato come la Rayner non avesse corrisposto l’importo corretto di tasse in occasione dell’acquisto di una sua seconda casa nel sud dell’Inghilterra, un fatto che lei stessa ha ammesso.
La decisione, presa a poco più di un anno dall’insediamento dell’esecutivo, costringe Starmer a un rimpasto immediato della sua squadra, in quella che si è configurata come una delle giornate più complesse della sua giovane leadership. Le dimissioni, per quanto riguardino una questione fiscale personale, gettano un’ombra sull’operato del governo, il quale, come ha sottolineato l’opposizione, deve garantire il massimo della trasparenza.
Proprio da un esponente dell’opposizione, Francesco Ciompi, è arrivato un parallelo con un caso di cronaca italiana, il cosiddetto “residenza gate” che lo scorso febbraio coinvolse il sindaco di Follonica, Matteo Buoncristiani. Un accostamento che, al di là delle diverse giurisdizioni, evidenzia come le questioni legate alla condotta fiscale e alla trasparenza degli amministratori pubblici rappresentino un tema sensibile e ricorrente, capace di travolgere le carriere politiche.




