Omicidio a Olmo, la lite per una donna finisce con quattro colpi di pistola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stata esitazione, nella tarda serata di venerdì, quando lungo via Romana – in prossimità della rotatoria che definisce il confine tra la città e la frazione di Olmo – il rumore secco degli spari ha rotto la routine di un crocevia solitamente animato da locali e attività commerciali. A terra, vicino al ristorante Chez Vous, gli agenti della Squadra Mobile hanno trovato il Corpo senza vita di Gjergj Pergegaj, trentenne di origine albanese residente a Frassineto, colpito a morte da quattro proiettili, uno dei quali – fatale – reciso alla gola.

La dinamica, ora al vaglio degli inquirenti coordinati dalla pm Emanuela Greco, si è chiarita nel giro di poche ore grazie a una combinazione di testimonianze e alla resa del presunto aggressore. Secondo una prima ricostruzione, la vittima – che aveva appena terminato il turno di lavoro come cameriere – si era fermata nel piazzale antistante il locale per scambiare alcune parole con la sua ex fidanzata, una giovane di origine romena. È stato in quel frangente, poco prima della mezzanotte, che è sopraggiunto l’attuale compagno della ragazza, un operaio di 35 anni, anch’egli albanese e residente da tempo nella zona. La vista dei due che conversavano avrebbe scatenato una reazione violenta e immediata: l’uomo ha estratto una pistola, detenuta illegalmente, e ha aperto il fuoco contro il rivale senza lasciargli scampo.

Soccorso immediatamente dal personale del 118 accorso sul posto insieme alle volanti della Polizia di Stato e ai carabinieri, Pergegaj è deceduto in pochi minuti per la gravità delle ferite riportate, prima ancora che potesse essere trasportato in ospedale. L’aggressore, nel frattempo, si era allontanato a bordo di un’Audi bianca, innescando una breve ma intensa caccia all’uomo che ha mobilitato diverse pattuglie nella zona sud della città.

La resa e il quadro giudiziario

L’epilogo dell’inseguimento è arrivato circa due ore dopo l’omicidio, quando il 35enne – risultato incensurato – ha contattato autonomamente la centrale operativa della Questura, dichiarando la propria posizione nelle colline sopra Rigutino e annunciando l’intenzione di costituirsi. Raggiunto dagli agenti, l’uomo non ha opposto resistenza ed è stato trovato in possesso dell’arma da fuoco utilizzata per il delitto, la quale è stata prontamente sequestrata dalla polizia scientifica per gli accertamenti balistici del caso. Trasferito in carcere, il cittadino albanese è stato arrestato con le accuse di omicidio volontario e porto abusivo di arma da sparo, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile di Arezzo.

Le tracce di un contrasto sentimentale

Sul luogo del delitto – una zona strategica caratterizzata dalla presenza della rotatoria che collega via Romana alla strada regionale 71 – i rilievi sono proseguiti per diverse ore, con la scientifica che ha setacciato l’asfalto alla ricerca di tracce utili a confermare la ricostruzione della lite. Sebbene gli inquirenti mantengano la massima riservatezza sui dettagli del movente, gli elementi raccolti convergono verso l’ipotesi di un contrasto di natura sentimentale, legato alla relazione che legava l’arrestato alla stessa donna che, quella sera, si trovava a parlare con la vittima. I due uomini si conoscevano e, secondo quanto emerso, tra loro potevano esserci già stati precedenti attriti riconducibili a questa stessa situazione.

La salma e le indagini in corso

Il di Gjergj Pergegaj è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo, dove nei prossimi giorni sarà sottoposto a esame autoptico per definire con esattezza la dinamica dei colpi che lo hanno raggiunto. Le indagini, affidate alla Squadra mobile, proseguono senza soste per ricostruire nel dettaglio i minuti precedenti all’agguato: gli investigatori stanno ascoltando i testimoni presenti nella zona della rotatoria, tra cui alcuni avventori del locale e persone che frequentano le attività vicine, al fine di delineare con precisione l’evoluzione del diverbio che ha portato all’esplosione della violenza.

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