Anziano contromano sulla A28, l’agente sale sull’auto in corsa e la ferma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nebbia fitta avvolgeva la carreggiata dell’A28, quella sera del 27 gennaio, quando un’Opel Mokka ha improvvisamente invertito la marcia nei pressi della barriera di Portogruaro, immettendosi nella corsia Sud in direzione opposta al flusso del traffico. Erano le 22.45 e una pattuglia della Polizia Stradale di Pordenone, lì impegnata in un controllo di routine su un autoarticolato, si è trovata davanti a una scena che per pochi secondi è sembrata surreale: il finestrino dell’auto di servizio abbassato, lo sguardo dei due agenti fisso su quel veicolo scuro che, con disorientante determinazione, procedeva spedito verso chi sopraggiungeva regolarmente. L’allarme è scattato immediato, diramato via radio alla sala operativa di Udine e alla società Autostrade Alto Adriatico, affinché i pannelli a messaggio variabile potessero avvertire gli automobilisti in transito, ma il vero dramma si stava consumando in diretta, sotto gli occhi della pattuglia e delle telecamere di sorveglianza che ne seguivano la traiettoria.

Nonostante il tentativo di affiancare la macchina, con i lampeggianti e le sirene a tutto volume nel disperato tentativo di catturare l’attenzione del conducente, l’anziano alla guida — un uomo di Latisana nato nel 1943 — proseguiva imperterrito, viaggiando a una velocità di circa novanta chilometri orari e occupando per giunta la corsia di sorpasso, quella solitamente dedicata ai sorpassi, costringendo decine di altri veicoli a manovre brusche e pericolose per evitare l’impatto frontale. E in quel frangente, mentre l’impotenza rischiava di prendere il sopravvento, gli agenti hanno preso una decisione tanto rapida quanto calcolata: raggiungere lo svincolo di Sesto al Reghena, immettersi nella carreggiata Sud e tentare di bloccare fisicamente la corsa della vettura impazzita, posizionando la propria volante di traverso a cavallo delle due corsie e scendendo, con i giubbotti ad alta visibilità indosso, per fermare il traffico regolare e farsi incontro alla Opel ormai prossima al contatto -2-5.

Il salto sull’auto e quei cinque minuti di pura tensione

L’anziano, visibilmente confuso e in uno stato di alterazione che solo dopo si sarebbe rivelato per quello che era — un momento di smarrimento senile — ha rallentato avvistando la pattuglia e le palette luminose che gli segnalavano l’alt, ma non ha arrestato la marcia; anzi, ha continuato a procedere a passo d’uomo, come se non comprendesse la ragione di tutto quel trambusto attorno a lui. Ed è stato in quel preciso istante, quando il rischio che l’auto riprendesse velocità o che un altro veicolo sopraggiungesse alle sue spalle era altissimo, che il capo pattuglia ha compiuto il gesto decisivo: allungare il braccio, afferrare la maniglia della portiera lato guida mentre la macchina era ancora in movimento, aprirla con decisione e issarsi all’interno dell’abitacolo -1. Una manovra che ha dello straordinario, se si considera il poco spazio e la possibilità che l’ottantatreenne, spaventato, pigiasse l’acceleratore invece di lasciarsi condurre.

Una volta dentro, l’agente ha spostato fisicamente il conducente verso il sedile del passeggero, prendendo il controllo del volante e dei pedali, e con una rapida inversione ha riportato la Opel Mokka nel corretto senso di marcia, accostandola infine in corsia di emergenza. L’intera sequenza, dall’avvistamento alla messa in sicurezza, si è consumata in non più di cinque minuti: alle 22.50, appena trecento secondi dopo l’inizio dell’incubo, la situazione era già sotto controllo, e l’anziano, scosso e ancora ripetendo frasi sconnesse sul suo desiderio di tornare a casa a Latisana, veniva affidato alle cure dei soccorritori -7. Nessun ferito, nessun contatto tra i veicoli, solo lo stridore dei nervi tesi e il rumore del motore che tornava al minimo.

Le conseguenze giudiziarie per l’automobilista disorientato

Una volta identificato l’uomo, le cui condizioni di salute e lo stato confusionale apparivano evidenti a chiunque, gli agenti hanno dovuto comunque procedere con gli adempimenti previsti dal Codice della Strada, un passaggio burocratico necessario ma che stride con la palese infermità del momento. Per lui, che di anni ne ha ottantadue, è scattata una contestazione pesantissima: una sanzione amministrativa che, a seconda della valutazione, può oscillare tra i duemilaquarantasei euro e gli ottomilacentoottantasei, cui si aggiungono la revoca immediata della patente di guida e il fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi -3-9. Una procedura, questa, che mira a tutelare la sicurezza pubblica impedendo che situazioni simili possano ripetersi, anche se lascia aperto il interrogativo su come si possa coniugare il rigore della legge con la fragilità di un ultraottantenne che, probabilmente, non avrebbe mai dovuto trovarsi da solo al volante in quelle condizioni climatiche e a quell’ora della notte.

I poliziotti, dal canto loro, dopo avergli fornito tutta l’assistenza necessaria e averlo calmato, lo hanno scortato fino all’uscita autostradale di Portogruaro, indicandogli con pazienza la direzione corretta per fare ritorno alla sua abitazione -7. L’episodio, se da un lato riporta alla ribalta il tema della sicurezza sulle arterie a scorrimento veloce e della prontezza di riflessi delle forze dell’ordine — che ancora una volta dimostrano di non limitarsi a un compito meramente repressivo, ma di essere un presidio attivo e reattivo sul territorio —, dall’altro riaccende i riflettori sulla necessità di valutazioni più attente riguardo all’idoneità alla guida in età avanzata.

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