Agenzia delle Entrate: aprono le porte dell'adempimento collaborativo anche per le piccole imprese
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Redazione Economia
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Con un provvedimento che porta la data del 3 febbraio 2026, l'Agenzia delle Entrate ha definito le regole operative per l'adesione al regime opzionale del Tax Control Framework, completando così il quadro delineato a livello ministeriale. L'intervento, che dà attuazione all'articolo 7-bis del decreto legislativo 128 del 2015, non si limita a illustrare vantaggi potenziali ma delinea con precisione l'iter procedurale che i contribuenti devono seguire, affiancandoli in un percorso di maggiore trasparenza. La regia centrale di questo nuovo sistema, il cui scopo è istituire un canale di dialogo continuo e preventivo tra fisco e impresa, è affidata alla Direzione Centrale Grandi contribuenti e internazionale, a testimonianza di una strategia che intende estendere metodi propri della grande impresa anche a realtà di dimensioni più contenute.
Un quadro procedurale per la cooperative complianceLa soglia di fatturato e i benefici per le PMI
L'aspetto più significativo della nuova disciplina risiede nell'allargamento della platea dei potenziali aderenti, un'estensione che modifica lo scenario precedente. Per i periodi d'imposta del 2026 e del 2027, potranno infatti accedere al regime anche le imprese il cui fatturato risulta inferiore ai 500 milioni di euro, una soglia che include di fatto una vasta porzione del tessuto produttivo italiano composto da piccole e medie imprese. Per loro, l'Agenzia ha pubblicato uno specifico modello di domanda di adesione, corredato da istruzioni dettagliate, che delinea il percorso da seguire per entrare a far parte di questo circuito virtuoso. L'adozione del sistema di controllo, se rispettata nelle sue condizioni operative, permette di ottenere un effetto premiale di rilievo: l'eliminazione delle sanzioni amministrative e, fatto ancor più importante, di quelle penali previste per le violazioni tributarie che dovessero essere scoperte nell'ambito di questo dialogo strutturato.
Le condizioni per l'accesso e la conservazione dei vantaggi
I vantaggi non sono, tuttavia, automatici né perpetui, ma vincolati al rigoroso rispetto delle condizioni poste dal legislatore e dall'Agenzia. Il regime opzionale, rivolto proprio a quei contribuenti che pur non possedendo i requisiti dimensionali standard intendono comunque adottare un framework di controllo del rischio fiscale, richiede un impegno sostanziale e continuativo. La mera adesione formale non è sufficiente: è necessario mantenere attivo ed efficace il sistema interno di gestione del rischio, cooperando in buona fede con l'Amministrazione finanziaria e consentendo tutte le verifiche previste. Solo attraverso questo impegno collaborativo, che trasforma il rapporto da antagonistico a sinergico, le imprese possono aspirare a vedere esclusa l'applicazione delle sanzioni, pur rimanendo tenute al versamento degli eventuali tributi accertati, in uno scenario che privilegia la certezza del diritto e la prevenzione dell'errore.




