Nuova sciagura per i Kennedy, a Tatiana Schlossberg una leucemia terminale
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Redazione Esteri
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Un nuovo, lacerante capitolo di dolore si è scritto nella saga della famiglia Kennedy, che vede ancora una volta il fato avverso colpire nei momenti che dovrebbero essere i più lieti. Tatiana Schlossberg, figlia di Caroline Kennedy e dunque nipote dell’indimenticato presidente John Fitzgerald, ha appreso la diagnosi di una leucemia mieloide acuta in fase terminale proprio nel maggio del 2024, poche ore dopo aver dato alla luce la sua secondogenita. «Non potevo, non riuscivo a credere che stessero parlando di me», ha confessato lei stessa, descrivendo lo smarrimento di fronte a una sentenza inattesa, giunta in un giorno che avrebbe dovuto essere di pura felicità. La sua vita, fino a quel momento segnata da un’esistenza riservata e da un’invidiabile forma fisica – tanto che, come ha ricordato, il giorno prima del parto aveva nuotato per un miglio – è stata così capovolta dall’insorgere di un male implacabile.
La scoperta e il racconto della malattia
La crudezza della scoperta, avvenuta attraverso l’individuazione di anomalie nelle analisi del sangue subito dopo il parto, è stata da lei narrata con toni asciutti e potenti in un saggio pubblicato dal New Yorker, significativamente intitolato “Una guerra con il mio sangue”. In quelle pagine, la Schlossberg, che oggi ha 35 anni, ha fissato la disarmante contraddizione tra la percezione di sé come persona fortissima e la realtà di un corpo improvvisamente tradito. La diagnosi, che le ha lasciato intravvedere un orizzonte temporale di appena un anno di vita, ha trasformato la gioia per la nascita della figlia in un dramma familiare dai contorni shakespeariani, riaccendendo i riflettori su quella che molti, forse con eccessiva semplificazione, continuano a definire una “maledizione”.
Il peso di una storia familiare unica
La sua vicenda personale, che la vede moglie del medico George Moran e madre di due bambini piccoli, si intreccia ineluttabilmente con la storia collettiva dei Kennedy, un clan segnato da lutti precoci e tragedie pubbliche e private. Sebbene Tatiana abbia sempre scelto di condurre un’esistenza lontana dai riflettori, diversamente da altri membri della famiglia, il suo destino si è ora allineato a un copione di sofferenza che pare perseguitare da generazioni i discendenti di JFK e di Jacqueline Bouvier. La sua battaglia contro la malattia, condotta con la stessa riservatezza che ha caratterizzato la sua vita, aggiunge un tassello di profonda umanità a una narrazione familiare dominata dalla gloria, dal potere, ma anche da un’ininterrotta sequela di sventure.
Il presente e la lotta silenziosa
Ora, mentre affronta le cure e cerca di costruire ricordi per i suoi figli, la sua storia riporta alla mente le tante esistenze spezzate che costellano l’albero genealogico dei Kennedy. Senza indulgenza per i facili sensazionalismi, la sua esperienza si staglia per la sua drammatica semplicità: una giovane donna, una madre, alle prese con una sfida che nessuno vorrebbe mai combattere. La sua voce, emersa attraverso la scrittura, rappresenta non solo un modo per elaborare un trauma indicibile, ma anche un testamento di coraggio in un contesto familiare che, nonostante tutto, non smette di suscitare un’attenzione globale mista a un profondo senso di compassione.




