La nipote di Jfk Tatiana Schlossberg muore a 35 anni per una leucemia
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Redazione Esteri
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Tatiana Schlossberg, che aveva da poco compiuto trentacinque anni, si è spenta dopo aver combattuto contro una rara forma di leucemia mieloide acuta, la cui diagnosi, terminale, era stata resa nota dalla stessa interessata soltanto a novembre. La comunicazione della scomparsa è giunta attraverso un messaggio pubblicato sui profili social della John F. Kennedy Presidential Library and Museum, dove la famiglia ha voluto ricordarla con poche e intense parole. “La nostra amata Tatiana ci ha lasciati questa mattina. Sarà sempre nei nostri cuori”, si legge nel testo, che ha immediatamente fatto il giro del mondo, riaccendendo i riflettori su una delle dinastie più famose e segnate dalla storia americana.
Il racconto pubblico della malattia
Poco più di un mese prima della sua morte, Tatiana Schlossberg aveva scelto di condividere la sua condizione con i lettori del New Yorker, in un saggio personale e approfondito dove narrava, con lucidità e senza autocommiserazione, il momento della scoperta del male. La diagnosi era arrivata in un periodo già di per sé carico di emozioni, il giorno successivo alla nascita della sua seconda figlia, un evento che avrebbe dovuto rappresentare una gioia e che si è invece trasformato nel preludio di una battaglia impari. Nel suo scritto, la giovane giornalista e attivista ambientale – nota per i suoi reportage sui cambiamenti climatici – descriveva il percorso improvviso e inesorabile della malattia, offrendo uno spaccato crudo e al tempo stesso riflessivo su cosa significhi confrontarsi con un limite così estremo.
Una vita tra giornalismo e attivismo
Figlia di Caroline Kennedy, l’unica figlia ancora in vita del presidente John Fitzgerald Kennedy, e di Edwin Schlossberg, Tatiana aveva seguito una strada professionale dedicata all’informazione e alle cause ambientali, mantenendo per quanto possibile un profilo riservato, lontano dai riflettori più invadenti che spesso hanno inseguito i membri della sua famiglia. Il suo lavoro, che alcuni definiscono di rigore e passione civile, si era concentrato sul rendere accessibili temi scientifici complessi, tentando di tradurre i dati allarmanti sul clima in narrazioni comprensibili per un pubblico ampio. La sua prematura scomparsa priva il dibattito pubblico di una voce originale e preparata, mentre lascia nello sconforto i suoi cari, incluso il marito e le due piccole figlie.
L'ombra di una tragica storia familiare
La morte di Tatiana Schlossberg riporta inevitabilmente alla mente la sequela di lutti e eventi tragici che hanno colpito i Kennedy nel corso dei decenni, un tema che i media ripropongono ciclicamente e che viene spesso etichettato, in modo forse riduttivo e fatalistico, come “la maledizione dei Kennedy”. Dal brutale assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy a Dallas nel 1963, alla morte del senatore Robert Kennedy nel 1968, fino alle numerose tragedie personali che hanno coinvolto altri membri della famiglia in incidenti aerei, overdose o malattie, il susseguirsi di sciagure ha creato una narrazione pubblica difficile da ignorare. La scomparsa di Tatiana, per cause naturali ma in un’età tanto giovane, si inserisce in questo solco doloroso, alimentando un discorso che mescola storia, cronaca nera e mitologia popolare, e che periodicamente riemerge ogni volta che un nuovo lutto colpisce il clan.




