Franco Nero riceve la stella sulla Walk of Fame di Hollywood
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un nuovo nome, inciso nel celebre marciapiede di Hollywood Boulevard, si aggiunge al firmamento delle stelle del cinema. L'attore Franco Nero, all'anagrafe Francesco Clemente Giuseppe Sparanero, è stato ufficialmente insignito del prestigioso riconoscimento da parte della Hollywood Chamber of Commerce nella categoria Motion Pictures, una cerimonia che si è tenuta nel cuore dell'undicesima edizione del Filming Italy - Los Angeles, la rassegna fondata e diretta da Tiziana Rocca che da anni opera per consolidare il ponte culturale tra l'industria cinematografica italiana e quella statunitense. La stella, la numero 2.835 a essere collocata lungo la Walk of Fame, suggella una carriera che attraversa oltre sessant'anni e che ha visto l'attore parmense, classe 1941, calcare i set di più di duecento produzioni, spaziando dal western all'italiana fino al cinema d'autore più sofisticato, e proprio per questo la direttrice Ana Martinez ha voluto sottolineare come l'opera straordinaria di Nero e la sua influenza duratura sul cinema internazionale meritassero pienamente questo tributo.
Il significato del riconoscimento per il cinema italiano
La cerimonia di premiazione, che si è svolta nei pressi del Montalban Theatre sulla Vine Street a Los Angeles, ha rappresentato un momento di particolare orgoglio per la delegazione italiana presente, e non soltanto per il valore intrinseco del premio conferito a un interprete della sua statura. Con questo riconoscimento, come è stato ricordato dagli organizzatori, il Filming Italy - Los Angeles raggiunge un traguardo significativo: quella dedicata a Nero è infatti la terza stella italiana promossa attivamente dalla rassegna, dopo quella assegnata nel 2018 a Gina Lollobrigida, in occasione del suo novantesimo compleanno, e quella ottenuta nel 2023 da Giancarlo Giannini. Un tris che racconta di un lavoro costante di promozione del talento italiano oltreoceano, e che Tiziana Rocca, visibilmente soddisfatta, ha commentato sottolineando come da anni il festival collabori con la Hollywood Chamber of Commerce, quell'ente che dal lontano 1953 cura e mantiene viva la gloria del celebre viale delle star.
Le parole del protagonista e i ringraziamenti istituzionali
Franco Nero, visibilmente emozionato nel ricevere l'onorificenza, ha voluto condividere il significato profondo di questo momento, dichiarando che si tratta di un onore immenso accolto con profonda gratitudine, ma anche e soprattutto di un tributo che va ben oltre la sua persona per abbracciare tutti quei registi, attori, tecnici e collaboratori con i quali ha condiviso il privilegio del lavoro artistico nel corso dei decenni. Ha parlato della forza universale del cinema, e del fatto che sapere che il proprio percorso abbia lasciato un segno così importante lo riempie di orgoglio, spingendolo a guardare al futuro con la stessa passione di sempre. Nei suoi ringraziamenti, l'attore non ha mancato di citare il sostegno ricevuto dall'Italia, menzionando espressamente il ministero della Cultura e la senatrice Lucia Borgonzoni, oltre naturalmente a Tiziana Rocca per essersi fatta promotrice della candidatura, e ha voluto dedicare la stella alla sua famiglia e al pubblico internazionale che lo ha seguito con affetto e fedeltà. La senatrice Borgonzoni, intervenuta alla cerimonia, ha a sua volta rimarcato come questa stella rappresenti un tributo a una carriera che ha lasciato un segno indelebile nel cinema mondiale, ricordando i titoli che hanno reso celebre Nero nel mondo: da quel Django di Sergio Corbucci che lo consacrò icona, a Il giorno della civetta, fino a produzioni internazionali come Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder e Die Hard 2.
Il percorso artistico di una leggenda del cinema
La carriera di Franco Nero, del resto, è costellata di collaborazioni con i mostri sacri della regia mondiale, e basti pensare agli esordi quando John Huston lo volle per interpretare Abele ne La Bibbia, o al sodalizio artistico con Luis Buñuel in Tristana, per comprendere la statura internazionale dell'attore. Scoperto mentre girava Django, quel film del 1966 che lo rese celebre e che anni dopo gli avrebbe garantito un memorabile cameo in Django Unchained di Quentin Tarantino, Nero ha attraversato generi e generazioni con una versatilità rara, passando dal ruolo di Lancillotto in Camelot al fianco di Vanessa Redgrave, dalla quale ha avuto il figlio Carlo, oggi regista, fino a ruoli più complessi e inquietanti come quello in Marcia trionfale o in Querelle. Alla cerimonia era presente anche il regista Julian Schnabel, che ha voluto ricordare il piacere e l'onore di aver lavorato con quello che ha definito un grande attore e filantropo, e la sua presenza, insieme a quella di numerosi altri ospiti internazionali, ha confermato quanto il nome di Franco Nero sia ormai inciso a pieno Titolo nella storia del cinema mondiale, e ora, letteralmente, anche nel cemento del marciapiede più famoso di Hollywood.




