Franco Nero sulla Walk of Fame di Hollywood: sono 17 gli italiani con una stella, presto 18 con Rambaldi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attore Franco Nero, volto simbolo del western all’italiana e interprete di oltre duecento film, ha ricevuto la sua stella sulla Walk of Fame di Hollywood. La cerimonia, che si è svolta nel cuore di Los Angeles, suggella una carriera lunga sessantacinque anni e aggiunge un nuovo nome a quella lista, piuttosto esclusiva, dei cittadini italiani che hanno un posto sul celebre marciapiede. La candidatura, va detto, non è una procedura né semplice né immediata: a promuoverla è stato il festival Filming Italy - Los Angeles, diretto da Tiziana Rocca, che già in passato aveva ottenuto lo stesso riconoscimento per Gina Lollobrigida nel 2018 e per Giancarlo Giannini nel 2023 -5-9. Si tratta, per chi segue queste dinamiche, di un lavoro di persuasione e di relazioni che va avanti da anni con la Hollywood Chamber of Commerce, l’ente che dal 1960 gestisce le assegnazioni.
Con l’ingresso di Nero, il numero degli italiani celebrati sulla passeggiata più famosa del mondo sale a diciassette. Un elenco che, scorrendolo, racconta molto del nostro contributo allo spettacolo globale: si parte dai pionieri, come Rodolfo Valentino e Anna Magnani, entrambi premiati nel 1960, per arrivare alle icone della musica lirica, Enrico Caruso, Renata Tebaldi, Luciano Pavarotti, e a compositori del calibro di Ennio Morricone. Tra gli altri nomi, spiccano quelli di Sophia Loren, Bernardo Bertolucci e Andrea Bocelli, a testimonianza di una presenza trasversale che spazia dal cinema alla musica, dalla regia al teatro -1-4. La Walk of Fame, del resto, non è solo una attrazione turistica, ma un archivio a cielo aperto che fotografa il gusto e i meriti artistici riconosciuti dall’industria americana.
Il lungo iter per una stella e il prossimo italiano in lista
Ottenere una stella, va chiarito, non è un riconoscimento che piomba dall’alto. Gli stessi artisti, o i loro promoter, devono presentare una candidatura ufficiale entro una finestra annuale, tra aprile e maggio, accompagnata da una tassa di 275 dollari. La richiesta deve documentare non meno di cinque anni di carriera, i contributi artistici e l’impegno nel settore. Poi, un comitato di selezione esamina le centinaia di nomination e sceglie tra le ventiquattro e le trenta personalità che avranno diritto alla stella l’anno successivo. E non è finita: una volta selezionati, i premiati (o gli sponsor) devono versare ulteriori 85.000 dollari per la realizzazione della targa e la manutenzione -1. Una procedura, come si vede, che richiede determinazione e investimenti.
Nel caso di Franco Nero, la strada era stata spianata dall’annuncio della Hollywood Chamber of Commerce dell’estate 2025, che includeva il suo nome nella prestigiosa class of 2026 insieme a star come Demi Moore, Timothée Chalamet e Miley Cyrus -10. Nella stessa lista figurava anche un altro italiano, questa volta a Titolo postumo: Carlo Rambaldi, il maestro degli effetti speciali tre volte premio Oscar, celebre per aver dato vita a E.T. e alla creatura di Alien. La sua stella, prevista sempre nel corso del 2026, porterà a diciotto il totale degli italiani. Per Rambaldi, scomparso nel 2012, si è mobilitato un comitato di amici e professionisti che ne hanno perorato la causa, ottenendo il riconoscimento che forse gli era mancato quando era in vita -6.
Il significato di un riconoscimento per il cinema italiano
La cerimonia per Franco Nero si è svolta nei pressi del Montalban Theatre, alla presenza del regista Julian Schnabel e del sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, a rimarcare il sostegno istituzionale italiano a queste iniziative -2-9. L’attore, visibilmente emozionato, ha sottolineato come la stella non sia solo un traguardo personale, ma il frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto registi, attori e tecnici incontrati in tanti anni di carriera. Un percorso che lo ha visto passare dal ruolo iconico di Django, che lo rese famoso nel 1966, ai camei in produzioni moderne come Django Unchained di Quentin Tarantino, dimostrando una capacità di attraversare le epoche senza mai perdere il suo carisma -5-7.
Guardando l’elenco completo, si nota come la presenza italiana si sia infoltita soprattutto negli ultimi anni, segno di una attenzione crescente verso i nostri interpreti. Dalle prime stelle concentrate nella musica lirica e nel cinema degli albori, si è passati a registi come Bertolucci, a compositori come Morricone e a voci popolari come Bocelli. Una evoluzione che rispecchia i cambiamenti del gusto e del mercato, ma che conferma come il talento italiano, in tutte le sue forme, continui a trovare spazio in quel tratto di marciapiede che per convenzione rappresenta la consacrazione definitiva. E con l’arrivo della stella per Rambaldi, il mosaico si arricchirà di un tassello fondamentale, quello della tecnologia applicata alla fantasia, che ha fatto sognare generazioni di spettatori in tutto il mondo.




