Attacco ucraino a Starobelsk, sei morti e decine di feriti in un dormitorio
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Redazione Esteri
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Un attacco ucraino ha colpito un dormitorio studentesco a Starobelsk, nella regione di Lugansk controllata dai russi, causando sei morti, 39 feriti e 15 dispersi. Il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’azione una «dimostrazione di neonazismo», sottolineando che le operazioni di rimozione delle macerie sono ancora in corso. L’episodio rappresenta l’ultimo di una serie di attacchi con droni contro infrastrutture nella zona occupata, con conseguenze devastanti per la popolazione civile.
Bilancio e intervento russo
Secondo quanto riferito dalle autorità russe, il bombardamento ha completamente distrutto l’edificio colpito. Le vittime hanno età compresa tra i 14 e i 35 anni, e gli operatori locali continuano a cercare i dispersi tra le macerie. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha ribadito che i responsabili dovranno essere puniti, mentre il Cremlino qualifica l’attacco come un’azione terroristica compiuta dal «regime neonazista» di Kiev. Le operazioni di soccorso rimangono prioritarie per limitare ulteriori perdite tra i civili intrappolati.
Versioni contrastanti sulle responsabilità
Le forze ucraine non hanno mai confermato attacchi a infrastrutture civili, affermando di colpire esclusivamente obiettivi militari. Kiev parla in generale di operazioni nelle zone occupate, senza entrare nel dettaglio dell’episodio di Starobelsk. Questo crea una discrepanza tra la versione di Mosca, che attribuisce piena responsabilità all’esercito ucraino, e le dichiarazioni di Kiev che negano il targeting di edifici civili, evidenziando come il conflitto mantenga livelli di tensione molto elevati nella regione.
Contesto del conflitto e conseguenze
L’attacco di Starobelsk si inserisce in un contesto di intensificazione delle operazioni militari e di uso crescente di droni nei raid contro obiettivi occupati. Oltre al dormitorio, altre strutture, come raffinerie, sono state recentemente colpite, contribuendo a un clima di allarme costante per la popolazione locale. Le dichiarazioni ufficiali russe evidenziano la volontà di Mosca di rispondere con rappresaglie, mentre il dibattito internazionale si concentra sulle conseguenze umanitarie e sulla protezione dei civili nelle zone di conflitto.




