L'atletica azzurra vola sul tetto del mondo: Iapichino conquista il World Indoor Tour, Dosso abbatte il muro dei sette secondi
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Redazione Sport
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Il 2026 dell'atletica leggera italiana, e lo si può affermare senza timore di smentita, si è aperto all'insegna di un'egemonia tecnica e di risultati che non trovano precedenti immediati nella storia recente di questo sport. Il fine settimana appena trascorso, con l'ottava e ultima tappa Gold del World Indoor Tour andata in scena nell'impianto polacco di Torun, ha restituito l'immagine di un movimento solido, capace di esprimere due campionesse assolute in due specialità regine come la velocità pura e il salto in lungo. Se i riflettori erano già puntati su Larissa Iapichino, reduce da due successi consecutivi nelle tappe di Karlsruhe e nella stessa Torun, è stata Zaynab Dosso a riscrivere i confini della velocità azzurra, infrangendo una barriera che per decenni era parsa invalicabile -6-9.
La sprinter di Rubiera, classe 1999, ha letteralmente polverizzato il suo stesso record italiano sui sessanta metri piani. Il cronometro, quel diavolo di giudice implacabile che non perdona e non osanna, si è fermato su un irreale 6.99, due centesimi in meno del 7.01 che già le apparteneva e che valeva la corona continentale vinta lo scorso anno ad Apeldoorn -2-10. Un tempo, questo, che non solo la proietta in una dimensione statistica riservata a una ristrettissima élite – è la quinta donna europea di sempre a scendere sotto la fatidica soglia – ma che la pone immediatamente al centro del tabellone mondiale, affiancandola alla velocista che a Parigi, lo scorso agosto, aveva conquistato l'oro olimpico sui cento metri, Julien Alfred -2-9. La gara della ventiseienne emiliana, va detto, è stata un capolavoro di concentrazione e potenza esplosiva: dopo tre false partenze che avrebbero potuto minare la solidità mentale di chiunque, lei è rimasta lì, immobile nei blocchi, pronta a squarciare il silenzio dell'Arena Toruń con una progressione che non ha concesso repliche alla lussemburghese Patrizia van der Weken, ferma a 7.01, e alla britannica Amy Hunt, quarta con 7.04 -2-6.
Dal circuito itinerante al tricolore: Ancona si prepara ad accogliere le regine
Ma se Dosso ha firmato la prestazione tecnicamente più clamorosa, la consacrazione nel circuito itinerante porta la firma inconfondibile di Larissa Iapichino. La figlia d'arte, che di Fiame e di tecnica ne ha nel DNA, ha messo in cascina i punti necessari per issarsi in vetta alla classifica finale del World Indoor Tour Gold, il massimo circuito mondiale al coperto -1-4. Un trofeo, questo, che mancava nel suo personale palmarès e che completa un quadro di vittorie di altissimo profilo: dopo aver conquistato le finali della Diamond League all'aperto nelle ultime due stagioni, ecco arrivare anche l'alloro invernale. A Torun, per certificare il primato, le è bastato un balzo di 6.72 metri al primo assalto, una misura che ha subito messo in riga la concorrenza, a partire dalla svizzera Annik Kalin, battuta per un solo centimetro, e dalla francese Hillary Kpatcha, terza con 6.68 -5-6. Una serie, quella della toscana, che ha visto atterraggi anche a 6.63, 6.65, 6.66 e 6.68, a testimonianza di una solidità e di una costanza di rendimento che sono il vero lusso per chi ambisce a restare ai vertici per l'intera durata di una stagione -6.
E proprio mentre i riflettori internazionali si spengono sulla Polonia, l'attenzione del movimento si sposta ora sotto il tetto del PalaCasali di Ancona, dove da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo andranno in scena i Campionati Italiani Assoluti indoor -7. La kermesse marchigiana, che vedrà ai nastri di partenza 381 atleti in rappresentanza di 106 società, si preannuncia come una passerella tricolore di straordinario livello, l'ultimo banco di prova prima dei Mondiali indoor, in programma sempre a Torun dal 20 al 22 marzo -7. Le iscrizioni parlano chiaro: nella lista dei partecipanti figurano nomi che hanno già scritto pagine importanti dell'atletica mondiale recente.
Un concentrato di campioni in vista della rassegna iridata
La tre giorni anconetana avrà il sapore di una vera e propria anteprima mondiale, con diverse sfide che si preannunciano già ad altissima tensione agonistica. Nei sessanta metri femminili, l'attenzione sarà tutta per il possibile primo confronto diretto tra la neo-recordwoman Zaynab Dosso e la giovanissima Kelly Doualla, la sedicenne prodigio che sta scalando le gerarchie con una progressione impressionante -7. Una staffetta generazionale, questa, che promette scintille. Sulle pedane del salto in lungo, invece, sarà Larissa Iapichino a inseguire il Titolo tricolore per mettere un'altra firma su una stagione che, al momento, non potrebbe essere più luminosa.
Non ci saranno solo loro, ovviamente. La marcia vedrà il ritorno in gara di Antonella Palmisano, campionessa olimpica della 20 km a Tokyo 2020, che torna a calcare una pedana indoor a sette anni di distanza dall'ultima volta, affrontando i 3000 metri di marcia -7. E poi ci saranno Eloisa Coiro negli ottocento, Ayomide Folorunso pronta a dettare i suoi ritmi nei quattrocento, e Sveva Gerevini nel pentathlon, per citare solo alcune delle atlete che daranno vita a un fine settimana di sport che si preannoca denso di emozioni e di riscontri tecnici di primissimo ordine -7. L'atletica italiana, in definitiva, si prepara a vivere un'altra settimana da protagonista, con la consapevolezza di poter contare su un gruppo di atlete in grado di competere ad armi pari con le migliori interpreti di questa disciplina a livello globale.




