Ancona, l'ultimo assalto dei campioni italiani in sala tra record del mondo e nuove promesse

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Si chiude oggi, domenica primo marzo, il sipario sul PalaCasali di Ancona per la terza e ultima giornata dei Campionati Italiani indoor di atletica leggera, una rassegna tricolore che in questo fine settimana ha già regalato emozioni e prestazioni di caratura internazionale. L'attenzione degli appassionati, naturalmente, è calamitata dalle gare in programma nel pomeriggio, con un programma fittissimo che dalle 15.00 in poi metterà in palio gli ultimi titoli assoluti di questo inverno al coperto. E se il sabato aveva visto l'impressionante record del mondo di Francesco Fortunato nei 5000 metri di marcia e il dominio solido di Larissa Iapichino nel lungo, la domenica si preannuncia altrettanto ricca di spunti tecnici di primissimo piano.

La sfida dei 60 metri, un confronto generazionale firmato Dosso-Doualla

Il piatto forte del menù odierno, va detto senza timore di smentita, è rappresentato dai 60 metri piani in rosa. La platea del PalaCasali attende con trepidazione il ritorno in pedana di Zaynab Dosso, la velocista delle Fiamme Azzurre che appena una settimana fa a Torun ha letteralmente infranto il muro dei sette secondi, fermando il cronometro su un fantasmagorico 6.99 e diventando la prima italiana di sempre a varcare quella frontiera. Un tempo, quello realizzato in Polonia, che rappresenta la migliore prestazione mondiale stagionale ex aequo con l'olimpionica Julien Alfred e che proietta la Dosso verso i prossimi Mondiali sempre a Torun con un'autorevolezza tecnica che non ha eguali nel panorama nazionale. Di fronte a lei, pronta a raccogliere un testimone ideale ancor prima di aver compiuto diciassette anni, ci sarà Kelly Doualla Edimo, la baby sprinter del CUS Pro Patria Milano che in questo 2026 sta vivendo una stagione di consacrazione. Per Doualla, capace di un primato europeo under 18 di 7.19, il confronto diretto con la campionessa rappresenta un test fondamentale, un primo, vero banco di prova per saggiare il divario che la separa dall'élite della velocità azzurra in un'ottica di crescita e, chissà, di possibile convocazione per la rassegna iridata di marzo. Non solo velocità pura, ovviamente, perché la giornata offrirà spunti anche dalle pedane e dal mezzo fondo.

Il peso di un record del mondo e la solidità delle certezze azzurre

Se la domenica è il giorno delle conclusioni, non si possono dimenticare i prodromi di questa tre giorni marchigiana, che hanno visto l'atletica italiana scrivere pagine importanti. La notizia che ha fatto il giro del mondo è senza dubbio quella firmata da Francesco Fortunato: il marciatore pugliese delle Fiamme Oro ha polverizzato un record del mondo che resisteva dal 1995, quello dei 5000 metri indoor, correndo in 17:54.48 e cancellando dai tabulati il russo Mikhail Shchennikov. Una prestazione mostruosa, arrivata dopo la beffa dello scorso anno quando un primato non venne omologato per questioni burocratiche, che rilancia il nome dell'azzurro in vista degli impegni internazionali all'aperto. E sempre nel settore della marcia, il PalaCasali ha assistito a un vero e proprio show, con Sofia Fiorini che ha strappato via il record italiano under 23 dei 3000 metri ad Anna Rita Sidoti, un nome sacro per la disciplina, e Serena Di Fabio che ha fatto altrettanto nella categoria under 20. Numeri, questi, che testimoniano la profondità di un movimento in evidente stato di grazia.

Iapichino, una vittoria di sostanza in attesa del grande salto

A tenere banco, inevitabilmente, è stata anche Larissa Iapichino. La poliziotta fiorentina, che in questa stagione al coperto non ha ancora assaporato il gusto della sconfitta, ha messo in cassaforte il Titolo italiano con un 6.78 che, se da un lato conferma la sua imbattibilità e una solidità di rendimento invidiabile, dall'altro lascia intendere come il picco di forma sia volutamente posticipato all'appuntamento mondiale. Pur non andando a caccia del suo primato nazionale, Iapichino ha dimostrato di poter gestire la gara e di avere ampi margini di miglioramento, in un duello a distanza con le statunitensi che infiammerà la prossima primavera. In campo maschile, sugli ostacoli alti, il nome nuovo è quello di Alessia Succo: a soli diciassette anni, la piemontese ha letteralmente frantumato il record italiano under 20 dei 60 ostacoli con un doppio 8.08, prima in batteria e poi in finale, segnalandosi come una delle scoperte più luminose di questa rassegna. Un ricambio generazionale che procede spedito, insomma, mentre i riflettori oggi sono tutti puntati sul rettilineo e sulla sfida tra la regina indiscussa e la principessa in attesa.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.