Zaynab Dosso nella storia: 6.99 nei 60 metri a Torun, è record italiano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pista polacca di Torun, quella stessa che tra poco meno di un mese ospiterà i Mondiali indoor, continua a regalare pagine importanti per l’atletica italiana. Stavolta a scriverne una è Zaynab Dosso, la velocista azzurra che nella tappa Gold del World Indoor Tour ha letteralmente frantumato ogni precedente limite personale e nazionale. Il cronometro si è fermato su un irreale 6.99, un tempo che rappresenta una barriera storica: è la prima volta che una donna italiana scende sotto i sette secondi nei sessanta metri piani, un muro che fino a ieri sembrava invalicabile per i colori azzurri. -1-5

La prestazione, che migliora di due centesimi il suo stesso record italiano fissato a 7.01 durante la vittoria continentale di Apeldoorn, assume contorni ancor più rilevanti se si considera il contesto. Dosso non solo ha vinto la gara, ma con questo crono ha eguagliato la migliore prestazione mondiale stagionale, quella detenuta dalla campionessa olimpica dei cento metri, la santaluciana Julien Alfred. -2-5 La sua corsa è stata una progressione costante, il terzo sigillo consecutivo in questo inverno dopo i trionfi di Ostrava e Belgrado, a dimostrazione di una forma fisica e mentale che l’ha portata a dominare la scena europea, lasciandosi alle spalle atlete del calibro della lussemburghese Patrizia van der Weken, seconda in 7.01, e della britannica Amy Hunt, terza in 7.04. -1-5

Non è stata, però, soltanto la serata di Dosso. L’Arena Kujawsko-Pomorska ha visto un’altra azzurra salire sul gradino più alto del podio: Larissa Iapichino. La campionessa europea indoor del lungo ha confermato il suo ottimo stato di forma imponendosi con la misura di 6.72 metri, un risultato che rappresenta il suo secondo successo stagionale nel circuito dopo quello di Karlsruhe. -1-3 Per Iapichino, una serie di salti costanti che l’hanno portata a superare di un solo centimetro la svizzera Annik Kalin (6.71) e di quattro la francese Hillary Kpatcha (6.68), in una gara che è stata un prezioso banco di prova in vista dell’appuntamento iridato che si terrà proprio su quella stessa pedina tra poche settimane. -1

Il meeting di Torun ha regalato altri spunti di rilievo per la spedizione italiana, con prestazioni che fanno ben sperare in ottica mondiale. Nel getto del peso, Leonardo Fabbri ha chiuso al terzo posto con 21.43 metri, una misura ottenuta al quinto lancio che gli è valsa il podio dietro a due colossi statunitensi come l’argento olimpico Joe Kovacs (21.92) e Roger Steen (21.62). -1-3 Sei sono invece le posizioni di Pietro Arese nei 1500 metri, ma il suo 3:34.75 assume un significato particolare: un miglioramento del personale indoor di oltre due secondi che lo proietta al secondo posto di sempre nella specialità per l’Italia al coperto, un segnale importante di crescita in una gara vinta dal botswano Tshepiso Masalela. -3 Sugli ostacoli, Lorenzo Simonelli ha chiuso sesto con 7.64, mentre Marta Zenoni si è piazzata settima nei 1500 femminili con 4:04.27, crono che la conferma stabilmente vicina al suo record italiano. -1-3

Un antipodo iridato che passa anche dai crono di Fabbri e Arese

Il quadro delle prestazioni azzurre a Torun si completa con le gare di mezzofondo e quelle a ostacoli, dove emergono riscontri significativi sulla condizione atletica del gruppo. Negli ottocento metri, Eloisa Coiro ha ottenuto un sesto posto utile per limare il suo primato stagionale, fermando il crono su 1:59.96 e scendendo così per la prima volta in questo inverno sotto i due minuti, a riprova di una condizione in crescita che l'ha vista migliorare il suo precedente limite annuale di oltre mezzo secondo. -3 La gara è stata vinta dall'etiope Nigist Getachew in 1:59.32. Nella stessa distanza al maschile, successo per il belga Eliott Crestan in 1:44.07, tempo che gli è valso anche la conquista del Titolo complessivo del World Indoor Tour. -2

Particolarmente interessante è stata la prova di Pietro Arese: il suo 3:34.75, sebbene valso solo un sesto posto, rappresenta un netto scatto in avanti rispetto al suo precedente limite di 3:37.03, e lo inserisce prepotentemente tra le possibili carte da giocarsi nella rassegna iridata. La gara, vinta inizialmente sul traguardo da Tshepiso Masalela con 3:32.55, ha subito una svolta dopo la squalifica del botswano per un motivo non ancora specificato, che ha riassegnato la vittoria al francese Azeddine Habz con 3:32.56. -2-3 Al di là del risultato posizionale, per l'atleta delle Fiamme Gialle conta la sostanza del crono, che lo candida a un ruolo da protagonista in un mezzo fondo maschile italiano in evidente fermento.

Il ruolino di marcia di Dosso verso l'appuntamento di marzo

Analizzando la progressione di Zaynab Dosso in questa stagione al coperto, emerge con chiarezza una traiettoria ascendente che l'ha portata a toccare il suo apice proprio nell'ultima tappa Gold del circuito. I 7.09 di Ostrava di inizio febbraio, già di per sé un buon viatico, sono stati seguiti a ruota dai 7.02 di Belgrado, dove aveva sfiorato il suo allora record di 7.01, per poi arrivare alla definitiva esplosione di Torun. -9 Questa costante progressione, gara dopo gara, è il segnale più eloquente di una preparazione atletica mirata e di una gestione delle energie che l'ha portata ad azzeccare il picco di forma nel momento clou della preparazione invernale.

Oltre all'aspetto cronometrico, ciò che colpisce della prova della ventiseienne sprinter è la freddezza con cui ha gestito una finale che, secondo quanto riportato, è stata preceduta da ben tre falsi start. -4 Un elemento di disturbo notevole che avrebbe potuto minare la concentrazione di qualsiasi atleta, ma che lei ha invece trasformato in un'ulteriore prova di forza, mantenendo i nervi saldi e scattando al momento giusto per produrre una prestazione che la consacra come una delle grandi favorite per il podio mondiale. Ora Dosso attende gli Assoluti di Ancona, ultimo appuntamento prima di tornare su questa stessa pista per cercare di trasformare il record in una medaglia iridata.

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