Stranger Things, dietro le quinte dell'ultima avventura e il futuro già scritto del Sottosopra
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La porta sul Sottosopra, che ha tenuto incollati agli schermi milioni di spettatori per anni, si è chiusa ufficialmente con l’ultimo episodio andato in onda il 7 gennaio. Matt e Ross Duffer, i gemelli creatori di quel fenomeno di culto generazionale che ha ridefinito le serie televisive, hanno archiviato la storia principale consegnando al pubblico un capitolo finale, il cui merito – al di là delle inevitabili polemiche da "conformity gate" che ne hanno seguito la messa in onda – resta quello di aver offerto una chiusura alla saga. Una conclusione, questa, che non rappresenta affatto un punto fermo ma semmai un nuovo inizio, poiché l’universo narrativo costruito attorno a Hawkins è destinato a espandersi in direzioni inedite, alcune delle quali già annunciate e altre ancora avvolte nel mistero.
Il dietro le quinte come ultimo regalo al pubblico
Prima di affrontare il futuro, però, Netflix e gli autori hanno scelto di concedere agli appassionati un ultimo, affettuoso sguardo al passato. Il prossimo 12 gennaio, infatti, la piattaforma streaming pubblicherà "One last adventure: The making of Stranger things 5", un documentario che promette di svelare i segreti della realizzazione dell’ultima stagione. Quello che viene definito, non a caso, il "dietro" di una serie il cui cuore pulsante è sempre stato la dimensione parallela del "sottosopra": un dietro le quinte che si configura esso stesso come un universo alternativo, ricco di dettagli inediti e di retroscena sulla lavorazione. Un’operazione, questa, che mira a celebrare non solo il prodotto finito ma il lungo e complesso percorso creativo che ha portato alla sua realizzazione, permettendo al pubblico di accompagnare il cast storico in quello che è stato percepito come un commiato emotivo dalla serie.
Gli spin-off annunciati e il mondo oltre Hawkins
Se il documentario rappresenta una chiusura retrospettiva, il futuro dell’universo di Stranger Things appare tutt’altro che statico, proiettato com’è verso una moltiplicazione di narrazioni. I piani dei Duffer Brothers, i quali hanno più volte ribadito la volontà di esplorare nuovi angoli di quel mondo, includono già tre progetti distinti. Il primo, "Stranger Things: Tales from ’85", sarà una serie animata ambientata cronologicamente tra gli eventi della seconda e della terza stagione, un formato che potrebbe permettere libertà narrative altrimenti impensabili. Parallelamente, è in sviluppo un live action che vedrà un cast completamente nuovo, segnando dunque un distacco deciso dai personaggi che il pubblico ha imparato ad amare, per esplorare forse altre storie legate agli esperimenti del governo o a manifestazioni del paranormale in luoghi diversi. A questi si aggiunge un terzo progetto, ancora senza titolo ufficiale, che mantiene un alone di segretezza, alimentando le speculazioni su quale altro aspetto del ricco lore creato possa essere approfondito.
Una conclusione che è solo un arrivederci
La domanda che molti si pongono, dunque, non è tanto se Stranger Things sia davvero finito, ma come il suo universo continuerà a vivere e a evolversi. La storia centrale, quella di Eleven, Mike, Dustin e degli altri abitanti di Hawkins, ha trovato il suo epilogo; l’eco di quelle vicende, però, è destinata a riverberarsi attraverso racconti paralleli e prequel. L’addio alla serie madre, mitigato dall’imminente documentario, lascia quindi il posto a un sentimento di attesa per ciò che verrà, in un panorama televisivo dove il confine tra finale e nuovo inizio è diventato sempre più labile. I fan, che qualcuno definirebbe insaziabili, si trovano dunque in una posizione peculiare: possono chiudere un cerchio emotivo con il backstage dell’ultima stagione, mentre già intravedono, all’orizzonte, nuove porte che si aprono su quel Sottosopra che non smette di affascinare.




