L’ospedale di Erba aderisce all’(H)Open Week per la salute femminile con visite gratuite
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Redazione Salute
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In un momento in cui l’attenzione verso la prevenzione e il benessere delle donne assume un ruolo sempre più centrale, l’ospedale di Erba ha deciso di rafforzare il proprio impegno, aderendo all’iniziativa promossa da Fondazione Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Dal 22 al 30 aprile, in occasione della decima edizione dell’(H)Open Week – che coincide con la Giornata nazionale della salute della donna – la struttura comasca offrirà consulti gratuiti, puntando a diffondere una maggiore consapevolezza sulle patologie femminili più diffuse e sull’importanza di adottare corretti stili di vita.
Non si tratta dell’unica realtà ad aver risposto all’appello. Anche l’ospedale San Martino di Oristano, ad esempio, ha organizzato una serie di visite senologiche e ginecologiche senza costi per le pazienti, coordinate dalle Unità operative dirette da Luciano Curella e Francesca Campus. "L’obiettivo", spiega Caterina Vallese, referente Onda per la Asl 5 di Oristano, "è garantire un accesso più semplice ai controlli, soprattutto per chi, per ragioni economiche o logistiche, tende a rimandare".
Stessa filosofia all’Asst di Lecco, dove sono stati predisposti incontri con specialisti e consulenze mirate, confermando l’adesione al network Bollino Rosa. A Fermo, invece, l’Ast ha scelto di partecipare attivamente alla settimana dedicata alla salute femminile, ribadendo l’importanza di iniziative che, oltre a informare, possano concretamente avvicinare le donne ai servizi sanitari.
Quello della prevenzione resta un tema cruciale, specie se si considera che molte patologie, diagnosticate in tempo, possono essere trattate con maggiore efficacia. E se da un lato le campagne di sensibilizzazione hanno contribuito a ridurre il ritardo con cui spesso ci si rivolge ai medici, dall’altro permangono disparità territoriali che rendono essenziali progetti come quello di Fondazione Onda. Senza dimenticare che, in un contesto dove la cronicità e le malattie legate all’invecchiamento sono in aumento, garantire percorsi dedicati significa anche alleggerire il carico sul sistema sanitario nel lungo periodo.




