Yemen, gli Houthi colpiscono una nave cargo a Bab el-Mandeb: le vittime sono almeno quattro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il bilancio degli attacchi contro il traffico mercantile nello stretto di Bab el-Mandeb si aggrava di ora in ora, con cifre che restano ancora incerte e frammentarie. Secondo fonti della guardia costiera yemenita e funzionari militari del governo, almeno quattro persone hanno perso la vita a bordo della nave Tihamah, battente bandiera tanzaniana, colpita martedì in un'azione attribuita ai ribelli Houthi.

Sebbene le autorità parlino di un numero variabile tra i tre e i sei decessi a seconda delle fonti consultate, si tratterebbe comunque del primo episodio con vittime accertate tra gli equipaggi da quando, alla fine di febbraio, il conflitto mediorientale ha subito un'intensificazione dopo le operazioni israelo-americane contro l'Iran.

La dinamica dell'aggressione e il contesto dello scontro

L'incursione si inserisce in una spirale di violenza che da settimane tiene in scacco le rotte marittime all'imboccatura meridionale del Mar Rosso, un passaggio cruciale per il commercio globale e il transito del petrolio. La Tihamah, una piccola nave mercantile, è stata raggiunta da colpi mentre si trovava nelle acque antistanti la costa yemenita, in un tratto di mare dove i militanti sciiti, allineati con Teheran, hanno progressivamente esteso il raggio delle loro minacce.

La guardia costiera yemenita ha riferito che l'attacco ha causato un incendio a bordo e danni strutturali allo scafo, costringendo i superstiti a mettersi in salvo con i mezzi di fortuna mentre le operazioni di soccorso venivano attivate dalle unità navali presenti nella zona. Le vittime, secondo le ricostruzioni iniziali, sarebbero membri dell'equipaggio, ma al momento non sono state diffuse informazioni dettagliate sulle loro identità o nazionalità, in attesa di verifiche ufficiali.

La reazione delle autorità yemenite e il ruolo degli Houthi

Il ministero dei Trasporti dello Yemen, che fa capo al governo riconosciuto a livello internazionale, ha immediatamente puntato il dito contro i ribelli Houthi, accusandoli di aver deliberatamente preso di mira un'imbarcazione civile in acque internazionali, violando le norme del diritto marittimo e mettendo a repentaglio la sicurezza di una rotta strategica.

Dal canto loro, i militanti non hanno ancora rivendicato ufficialmente l'operazione, ma la loro responsabilità è data per certa dagli analisti, considerando il precedente annuncio di un blocco navale ai danni dell'Arabia Saudita, un'ostilità che ha di fatto riacceso le ostilità negli Stretti. La tensione, infatti, non si limita a Bab el-Mandeb, ma si estende anche allo stretto di Hormuz, dove le forze statunitensi hanno aperto il fuoco in risposta ad altre minacce, in un quadro di crescente confronto tra le potenze regionali e i loro alleati occidentali.

Ripercussioni economiche e scenari di mercato

La recrudescenza delle violenze ha subito riverberi sui mercati finanziari, con il prezzo del petrolio che ha invertito la tendenza al rialzo registrata nelle prime ore della giornata, in virtù delle speranze riposte in una possibile intesa diplomatica per la riapertura del Golfo. Tuttavia, l'ottimismo degli investitori si scontra con la realtà degli attacchi in corso, che dimostrano come la stabilità della regione resti estremamente fragile e soggetta a improvvisi scossoni.

Gli Houthi, che dal 2014 controllano vaste porzioni del territorio yemenita occidentale, compresa la capitale Sana'a, sono riusciti a sviluppare una capacità militare non trascurabile, con arsenali di missili e droni che minacciano le rotte commerciali, trasformando lo stretto in un poligono di tiro a cielo aperto. La comunità internazionale segue con apprensione l'escalation, mentre le diplomazie tentano di mediare un cessate il fuoco che appare ancora lontano, sebbene i canali informali continuino a lavorare per scongiurare un conflitto aperto tra le potenze che si affacciano sul Mar Rosso.

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