Sinner, il deserto restituisce un campione: dopo Svrcina ora Shapovalov
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Non c'è stata partita, e in fondo nessuno si aspettava che potesse esserci. Jannik Sinner ha aperto il suo torneo di Indian Wells con una di quelle prestazioni che non lasciano spazio a interpretazioni, liquidando il ceco Dalibor Svrcina con un perentorio 6-1, 6-1 che profuma di dichiarazione d'intenti. Il numero due del mondo, che pure veniva da un periodo di riflessione dopo il ko di Doha, ha mostrato sin dai primi scambi di essere tornato in possesso di quei colpi e di quella lucidità che lo hanno portato a dominare la scena negli ultimi diciotto mesi. L'avversario, ventitreenne qualificato alla posizione numero centonove del ranking, non ha mai avuto speranze: troppo il divario tecnico, troppo superiore la capacità di lettura dello scambio da parte dell'azzurro, che ha chiuso in poco più di un'ora senza mai concedere un vero punto di rottura. «Mi piace il modo in cui stiamo affrontando gli allenamenti e le partite», ha raccontato Sinner a fine match, lasciando intendere che il lavoro in questi giorni nel deserto californiano, lontano dai riflettori e dalle pressioni, sta dando i frutti sperati. La semplicità, si sa, è spesso la cifra dei campioni.
Il tabellone si fa improvvisamente ripido
Ora, però, il torneo cambia volto. Perché al terzo turno, in programma nella notte italiana tra domenica 8 e lunedì 9 marzo con orario ancora da definire, ci sarà Denis Shapovalov. Il canadese, mancino dal talento cristallino ma dalla continuità altalenante, ha dovuto faticare ben più del previsto per guadagnarsi il diritto di sfidare l'italiano: tre set combattuti contro l'argentino Tomas Etcheverry, chiusi al tie-break decisivo con il punteggio di 6-3, 2-6, 7. Un match che ha restituito l'immagine di un Shapovalov generoso, capace di alternare colpi da circo a improvvise pause di concentrazione, ma pur sempre pericoloso per chiunque si trovi dall'altra parte della rete. Per Sinner non sarà certo una passeggiata, anche perché i precedenti parlano chiaro: due incontri, una vittoria per parte, e in entrambi i casi un copione che ha richiesto al altoatesino di sporcarsi le mani. Se nel 2021, agli Australian Open, fu proprio Shapovalov a spuntarla in cinque set, nella più recente sfida agli US Open del 2025 l'equilibrio è durato a lungo prima che Sinner riuscisse a imporre il proprio gioco.
Una rivalità che si rinnova sul cemento californiano
Sarà interessante vedere come si evolverà la dinamica tattica sul cemento di Indian Wells, una superficie che storicamente esalta le qualità di entrambi. Shapovalov, quando è in giornata, può contare su un servizio potente e variegato, capace di scavare angoli impensabili e di togliere il tempo all'avversario. Dall'altra parte, Sinner risponde con la solidità dei suoi fondamentali e con una crescita esponenziale nella gestione dei momenti cruciali, quello che nei match tirati fa la differenza tra i buoni giocatori e i campioni. L'incontro, trasmesso in esclusiva per l'Italia su Sky Sport e in streaming sulle piattaforme Sky Go, Now e Tennis Tv, rappresenta il primo vero banco di prova per l'altoatesino in questo Masters 1000. Superare il canadese significherebbe non solo vendicare lo scotto patito quattro anni fa, ma anche proiettarsi con fiducia verso gli ottavi di finale, dove lo scenario potrebbe riservare ulteriori insidie.
Il cammino e le insidie nascoste
Chi conosce i meccanismi dei tornei americani sa bene che Indian Wells è una di quelle tappe in cui il sorteggio può nascondere insidie dietro ogni angolo. Per Sinner, dopo Shapovalov, il percorso potrebbe incrociarsi con giocatori del calibro di Karen Khachanov o Tommy Paul, per non parlare dei quarti dove aleggia l'ombra di Ben Shelton o di Jakub Mensik, colui che lo ha sorpreso a Doha appena qualche settimana fa. Ma l'azzurro, forte della sua posizione nel ranking e della consapevolezza acquisita match dopo match, sembra voler procedere con il classico approccio del "passo dopo passo", senza concedersi distrazioni. Il torneo di Indian Wells è tradizionalmente uno dei più ambiti del circuito, e per Sinner rappresenterebbe l'occasione per completare la collezione di titoli Masters 1000 sul cemento, un traguardo che pochi possono vantare. La strada, però, è ancora lunga e il primo ostacolo significativo ha le sembianze di quel canadese che già in passato gli ha creato più di un grattacapo. Il pubblico italiano, come sempre, attende fiducioso.




