Rimborsi 730, come e quando arrivano i soldi per chi non ha un sostituto d'imposta
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Redazione Economia
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La compilazione del modello 730, il cui esame annuale impegna milioni di contribuenti, presenta una specificità fondamentale per coloro che non possono avvalersi di un datore di lavoro o di un ente pensionistico in veste di sostituto: la compilazione dell’apposita casella “Nessun sostituto”. Questa opzione, introdotta già dal 2012 e non sempre adeguatamente considerata, rende infatti possibile la presentazione della dichiarazione anche a quanti, lavoratori autonomi o soggetti con redditi diversi, sono privi di un intermediario che operi le trattenute direttamente in busta paga. La scelta, che estende il diritto al rimborso a una platea più ampia, determina però meccanismi di restituzione e tempistiche di accredito profondamente differenti rispetto al canale tradizionale, demandando l’intero processo all’Agenzia delle Entrate.
Le modalità di pagamento e i tempi dell'accredito diretto
Quando il contribuente opta per la modalità senza sostituto, le somme a credito che emergono dal prospetto di liquidazione vengono rimborsate direttamente dall’Agenzia, la quale provvede all’accredito sul conto corrente indicato in dichiarazione. I tempi di erogazione, come sottolineano gli esperti, sono generalmente più dilatati rispetto al conguaglio in busta paga: mentre quest’ultimo si risolve tipicamente nel corso dell’estate successiva alla presentazione, il rimborso diretto può richiedere diversi mesi, slittando in molti casi addirittura all’anno solare seguente. La differenza sostanziale risiede nell’assenza di un soggetto interposto che anticipi materialmente le somme, le quali devono invece essere materialmente erogate dall’erario dopo le necessarie verifiche.
L'allarme phishing nel periodo dei rimborsi
Proprio in coincidenza con l’avvio dei primi accrediti per questa tipologia di dichiaranti, l’Agenzia delle Entrate ha lanciato un allarme, lo scorso 5 dicembre, segnalando una nuova e insidiosa campagna di phishing in atto. I malintenzionati, approfittando del momento clou delle restituzioni, hanno infatti messo a punto tentativi di frode sofisticati, inviando comunicazioni fasulle che mirano a sottrarre dati personali e coordinate bancarie. L’avviso istituzionale, diramato con tempestività, invita i cittadini alla massima diffidenza verso email o messaggi che richiedano informazioni sensibili, ricordando come l’Amministrazione finanziaria non solleciti mai tali dettagli attraverso canali non ufficiali.
Come monitorare lo stato della propria posizione
Per quanti sono in attesa del rimborso, esiste la possibilità di monitorare l’effettivo avanzamento della pratica, un aspetto che allevia almeno in parte l’incertezza sulle tempistiche. Attraverso i servizi telematici resi disponibili sul portale dell’Agenzia, accedendo all’area riservata con le proprie credenziali, è infatti possibile verificare lo stato della dichiarazione e visualizzare l’eventuale emissione del mandato di pagamento. Si tratta di uno strumento utile, che permette di avere un quadro chiaro senza dover fare ricorso a intermediari, anche se non modifica i tempi tecnici necessari all’amministrazione per completare i controlli e procedere materialmente al bonifico.




