Don Patriciello, un proiettile in busta durante la messa: la reazione dello Stato a Caivano
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Redazione Interno
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“Ora sì, sono preoccupato”. Con queste parole, asciutte e cariche di una tensione che finalmente traspare, don Maurizio Patriciello risponde al telefono il giorno dopo il grave episodio intimidatorio che ha segnato la sua messa.
Un gesto di sfida nella casa del Signore
L’accaduto, che si è consumato durante la celebrazione eucaristica, ha visto un uomo di 75 anni, Vittorio De Luca, consegnare materialmente al sacerdote un plico contenente un colpo di pistola. Un gesto, questo, la cui gravità è amplificata dal luogo sacro in cui è stato compiuto e dal momento scelto, volutamente plateale e simbolico. Don Patriciello, pur esprimendo la sua personale inquietudine, tratteggia con precisione i contorni di un rapporto umano complesso, spiegando come De Luca sia “una persona cui voglio bene”, ma al tempo stesso sia il suocero di Mimmo Ciccarelli, considerato, assieme ai suoi fratelli, l’artefice del clan Ciccarelli Sautto.
La risposta delle istituzioni e l'occupazione del Parco Verde
La reazione delle istituzioni, per voce della premier Giorgia Meloni, non si è fatta attendere, marcando una linea di fermezza con l’impegno che “lo Stato non farà mai un passo indietro”. Un monito che è stato rapidamente tradotto in azione concreta dai carabinieri, i quali hanno dispiegato un imponente dispositivo di forze nell’area del Parco Verde di Caivano, territorio storicamente conteso e dove la presenza della cosca Ciccarelli, sebbene in fase di declino, continua a rappresentare una minaccia latente. Le perquisizioni e i controlli serrati hanno di fatto “occupato” la zona, nello stesso quartiere dove sorge la parrocchia di don Patriciello, in un’operazione che mira a ribadire il controllo del territorio e a smantellare le residue strutture criminali.
La solidarietà della Diocesi e il simbolo della Terra dei Fuochi
La solidarietà verso il sacerdote è giunta pronta e sentita dalla Diocesi di Aversa, la quale, per bocca del vescovo Angelo Spinillo, ha espresso la propria vicinanza a don Maurizio e all’intera comunità cristiana della parrocchia San Paolo. La nota diocesana ha definito le minacce come “assurde azioni intimidatorie”, sottolineando come non si tratti di un episodio isolato, bensì dell’ultimo e più grave anello di una catena di pressioni e vessazioni. Altri, che con don Patriciello condividono da anni l’impegno nella denuncia delle criticità ambientali in quella che viene definita la Terra dei Fuochi, hanno aggiunto la propria voce, ricordando come chi minaccia “maestri di vita” come lui finisca per colpire simbolicamente chiunque sia dedito a una coraggiosa opera di informazione e di impegno civile per il riscatto di quei territori.




