Meteo Napoli, la svolta di settembre arriva mercoledì 9: temperature in crollo dopo il weekend di caldo
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Redazione Interno
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Ancora afa e temperature elevate a Napoli per l'intero fine settimana, con l'anticiclone subtropicale che continua a dominare la scena sull'Italia e sulla Campania. Secondo le ultime proiezioni del team di esperti di Meteo Giuliacci, sarà però proprio questo il canto del cigno di un'estate che, prima di salutare definitivamente la scena, si prepara a regalare un ultimo, intenso assalto di caldo.
La data cerchiata in rosso sui calendari dei meteorologi è quella di mercoledì 9 settembre: da quel giorno, l'arrivo di una perturbazione atlantica dovrebbe infrangere l'egemonia dell'alta pressione, portando un sensibile calo termico che potrebbe raggiungere localmente i 10 gradi, insieme a piogge e temporali anche di forte intensità.
Weekend bollente e inizio settimana ancora estivo
Prima di assistere a questo cambio di rotta, però, bisognerà fare i conti con un'altra parentesi decisamente estiva. Tra venerdì 4 e l'inizio della prossima settimana, l'anticiclone subtropicale garantirà condizioni di tempo stabile e soleggiato su Napoli e gran parte della regione, innescando un nuovo e deciso rialzo delle temperature. Le previsioni indicano per la città partenopea valori massimi che potrebbero toccare punte di 36-37 gradi, con un livello di allerta gialla per ondate di calore già diramato dalla protezione civile per tutta la Campania.
Un quadro che si riflette su gran parte del Paese, dove le temperature supereranno quasi ovunque i 30 gradi, con punte di 33-35 gradi e qualche isolato picco di 36-37 gradi limitato a Puglia e Lucania.
Il bilancio di un'estate da record
Questa fase di caldo tardivo si inserisce in un contesto stagionale che i principali centri meteo stanno già definendo storico. Il team di Meteo Giuliacci ha sottolineato la portata straordinaria delle anomalie termiche appena trascorse, definendo agosto di gran lunga il mese più caldo mai registrato sul territorio nazionale. Mettendo insieme un giugno poco estivo, un luglio rovente e un agosto senza precedenti, l'estate 2026 si candida a occupare il gradino più alto o, al massimo, il secondo posto tra le più calde di sempre.
Dati alla mano, l'estate di quest'anno è stata la più calda dal 1961 a oggi insieme alla celebre estate del 2003, come certificato dai tecnici di Arpae, che hanno registrato "temperature eccezionalmente alte" con quattro ondate di calore molto estese nel tempo. In diverse regioni italiane, come Piemonte ed Emilia-Romagna, le rilevazioni territoriali hanno già certificato il superamento dei record stabiliti nel 2003, mentre a livello europeo nazioni come Francia e Regno Unito hanno vissuto la loro stagione estiva più calda da quando esistono le serie storiche.
Da mercoledì 9 settembre il crollo termico
Lo scenario è destinato a cambiare radicalmente a partire da mercoledì 9 settembre, quando un flusso perturbato atlantico si abbasserà dal Nord Europa verso il bacino del Mediterraneo, portando con sé aria più fresca di origine nord-atlantica. L'incontro con l'aria molto più calda presente sul Mediterraneo, reso ancor più esplosivo dall'energia accumulata da un mare ormai surriscaldato, potrebbe creare le condizioni per una fase di marcata instabilità. Le precipitazioni e i temporali potrebbero localmente risultare anche di forte intensità, con il rischio di veri e propri nubifragi.
L'effetto più evidente sarà però il crollo delle temperature: l'ingresso dell'aria più fresca potrebbe determinare un calo termico anche nell'ordine dei 5-6 gradi, o addirittura di 10 gradi in alcune aree, riportando i valori massimi intorno ai 28-29 gradi, più vicini alle medie climatiche del periodo. Le prime infiltrazioni di aria fredda interesseranno inizialmente le regioni settentrionali per poi estendersi al resto del Paese, coinvolgendo anche la Campania e Napoli.
Una svolta da confermare nei prossimi aggiornamenti
Trattandosi di una previsione a diversi giorni di distanza, saranno i prossimi aggiornamenti dei modelli a definire con maggiore precisione tempi, intensità e le aree maggiormente interessate dal peggioramento. Resta ancora presto per stabilire se il passaggio perturbato del 9 settembre rappresenterà una vera e duratura interruzione del caldo estivo o soltanto una breve parentesi, considerando che negli ultimi anni settembre ci ha abituato a frequenti colpi di coda estivi.
Quel che è certo è che il Mediterraneo, dopo un'estate da bollino rosso, si trova a fare i conti con un'anomalia termica marina che potrebbe innescare reazioni a catena nei prossimi mesi, amplificando il rischio di eventi meteorologici estremi nel corso dell'autunno.
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