Caldo, meteo Giuliacci: nuovi picchi fino a 38°, anticiclone africano senza tregua. Ma il crollo termico è imminente
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Redazione Interno
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L'estate non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. L'anticiclone di matrice africana è tornato a stringere l'Italia nella sua morsa infuocata, mettendo a dura prova le difese psicofisiche della popolazione e facendo scattare campanelli d'allarme soprattutto per le categorie più fragili e gli anziani. Un copione già visto, ma non per questo meno faticoso da sopportare.
Le previsioni di Giuliacci per il weekend
Entrando nel dettaglio del fine settimana, come illustrato dal colonnello Mario Giuliacci attraverso i canali ufficiali di Meteo Giuliacci, la giornata di sabato 5 settembre 2026 si apre sotto il segno di una stabilità atmosferica assoluta e di un caldo feroce. Non sono previsti temporali a rinfrescare l'atmosfera, mentre le temperature massime schizzeranno verso l'alto: nella maggior parte del Paese i termometri si stabilizzeranno tra i 34 e i 35 gradi.
Valori ancora più pesanti si registreranno in Emilia Romagna, in Puglia, nel Materano, sulla Calabria ionica e nelle aree interne delle isole maggiori, dove la colonnina di mercurio toccherà punte comprese tra i 36 e i 37 gradi, con picchi locali pronti a sfiorare i 38 gradi.
Allerta meteo per ondate di calore: le città a rischio
Il Ministero della Salute ha diramato un nuovo bollettino di allerta meteo per la giornata di sabato 5 settembre 2026, che vede il ritorno dei bollini arancioni in tre capoluoghi: Bari, Brescia e Campobasso. Il bollino arancione, che corrisponde al livello 2 di allerta per le ondate di calore, segnala condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare per i sottogruppi di popolazione più suscettibili.
La mappa cambia di poco domenica 6 settembre 2026, quando il livello arancione interesserà nuovamente Bari e Campobasso con l'aggiunta di Perugia, mentre il bollino giallo si estenderà a ben quindici città, tra cui Roma, Milano, Bologna, Napoli e Firenze. Resteranno invece protette da bollino verde aree come Genova, Torino, Venezia e Cagliari.
L'origine dell'aria rovente e la durata dell'ondata di calore
Per comprendere l'origine di questa nuova fiammata, l'analisi delle mappe a 5.500 metri — quota ideale per tracciare i flussi d'aria calda, che per la loro leggerezza tendono a salire — mostra chiaramente, secondo Giuliacci, la traiettoria delle correnti nord-africane. L'alta pressione risale dal Marocco puntando dritta verso la Spagna, il settore meridionale della Francia, per poi investire con forza il Nord, il Centro e infine il Meridione d'Italia. La buona notizia è che questa nuova incursione sahariana ha i giorni contati.
La svolta imminente: crollo termico e addio all'afa
A tracciare la rotta della riscossa stagionale è sempre Meteo Giuliacci: tra martedì 9 e giovedì 11 settembre 2026 le correnti subtropicali lasceranno il campo a un deciso crollo termico al Centro-Nord. Un calo marcato, compreso tra i 5 e i 6 gradi, spazzerà via l'afa e riporterà gradualmente le temperature su medie decisamente più consone al periodo. L'autunno sta per mostrare i primi segni di riscossa, con un deciso afflusso di correnti fresche che metterà fine all'anticiclone africano.
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