Caldo, Giuliacci annuncia la svolta per il 17 agosto ma l’anticiclone africano non molla la presa
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Redazione Interno
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Un'altra settimana, l'ennesima, sotto il segno del caldo africano. L'Italia resta imprigionata in una cupola anticiclonica di origine subtropicale che sta portando temperature ben oltre le medie stagionali, un tasso di umidità in costante aumento e pochissimo sollievo, nemmeno di notte. Nei settori interni del Centro Italia e nelle zone di pianura i termometri possono toccare picchi di 40°C, mentre lungo le coste e nelle grandi città il caldo non allenta la presa neanche dopo il tramonto, complice l'effetto isola di calore che amplifica il disagio nei centri urbani.
La data della svolta secondo Giuliacci
Mentre il caldo anomalo attanaglia l'Italia nell'estate 2026, il meteorologo Mario Giuliacci ha tracciato le coordinate di una possibile, e attesa, tregua. A delineare lo scenario è stato lo stesso colonnello dell'Aeronautica militare, intervenuto durante la trasmissione Zona Bianca e sui suoi canali social, annunciando che una perturbazione in arrivo intorno al 17 agosto potrebbe mettere fine alla lunga fase di caldo estremo che sta interessando il Paese.
Secondo Giuliacci, nei prossimi giorni due o tre perturbazioni deboli raggiungeranno le Alpi per poi dirigersi in parte verso i Balcani, favorendo l'ingresso di correnti più fresche con venti nord-orientali e Maestrale sulla Sardegna e sulle regioni del Basso Tirreno. Non si tratterà ancora, tuttavia, della vera svolta meteorologica; il cambiamento più significativo dovrebbe verificarsi attorno al 17 agosto, quando una perturbazione più organizzata riuscirà a respingere l'anticiclone africano, responsabile delle temperature eccezionalmente elevate registrate nel Paese.
L'anticiclone tiene duro fino a Ferragosto
La settimana di Ferragosto si prospetta quindi come una delle più calde dell'estate, con punte vicine ai 40 gradi. Temperature roventi, che però sono destinate a scendere nelle settimane successive, secondo quanto indicato dal meteorologo sul suo canale Youtube. Il caldo non concederà tregua neppure durante le ore serali e notturne, in particolare lungo i litorali, dove le "notti tropicali" tengono alta la colonnina di mercurio e il tasso di umidità rende l'aria quasi irrespirabile.
Le uniche schiarite, per così dire, arrivano nel pomeriggio sotto forma di temporali di calore, ma restano confinati alla cerchia alpina e alla dorsale appenninica, lasciando il resto del Paese sotto il sole a picco.
Il "diavolo di sabbia" in Puglia e l'allarme siccità
Proprio in questo contesto di caldo estremo e prolungata siccità si inserisce il fenomeno del "diavolo di sabbia" avvistato in Puglia, nella zona di Zapponeta, lungo la strada provinciale 76 del Foggiano. Le immagini dell'evento, che ricordano un piccolo tornado, sono diventate rapidamente virali sul web, spingendo Giuliacci a fornire una spiegazione scientifica del fenomeno.
Il meteorologo ha chiarito che questo fenomeno, conosciuto a livello internazionale come "dust devil", è "l'equivalente della tromba d'aria ma composta da sabbia e si forma laddove il sole è molto rovente". Giuliacci ha raccontato di averne viste dal vivo nella zona del Nevada, vicino Las Vegas, sottolineando come la lunga siccità abbia reso i suoli estremamente secchi e polverosi, trasformando un vento normale in una tromba d'aria di polvere. "Certo che c'è da preoccuparsi", ha ammesso il colonnello, commentando le immagini.
Le previsioni per l'autunno e il contesto climatico
Mentre il caldo anomalo attanaglia l'Italia nell'estate 2026, Mario Giuliacci ha posto lo sguardo anche sul prossimo autunno. Secondo l'esperto, è "esagerato" parlare di caldo estivo che si protrarrà fino a novembre; se a novembre invece che fare 20 gradi, come dovrebbe fare, farà 24 gradi, sarà molto al di sopra della media ma non si tratterà di caldo estivo. Più in generale, il messaggio del meteorologo riguarda un trend climatico che non accenna a invertirsi.
Intervenuto ai microfoni di Rete 4, Giuliacci ha lanciato un allarme sul surriscaldamento del pianeta, affermando che non bisogna aspettarsi un miglioramento rapido nei prossimi anni. "Dobbiamo preoccuparci", ha detto, "perché nessuno può negare che il riscaldamento globale stia accadendo, indipendentemente dalla sua causa. I termometri di tutto il pianeta e i satelliti ci dicono che la temperatura del pianeta sta aumentando anno dopo anno, e queste sono le conseguenze".
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