Barcellona-Inter, perché la semifinale di Champions si gioca al Montjuic e non al Camp Nou
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Redazione Sport
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La semifinale di andata di Champions League tra Barcellona e Inter, attesa per questa sera, non si disputerà tra le mura del Camp Nou, tempio del calcio blaugrana e teatro di memorabili imprese europee. L’incontro, invece, avrà come cornice l’Olympic Lluís Companys di Montjuic, impianto che da mesi ospita le partite casalinghe del Barça. La scelta, dettata da necessità strutturali, è legata ai lavori di ristrutturazione che stanno trasformando lo storico stadio in un avveniristico complesso da oltre 100.000 posti, progetto avviato già nella scorsa stagione e destinato a protrarsi ancora a lungo.
Mentre i tifosi si abituano a un’atmosfera diversa, più raccolta e meno maestosa, la squadra di Xavi Hernández si presenta all’appuntamento con un undici in parte rinnovato rispetto alle ultime uscite. In attacco, Ferran Torres prende il posto di Robert Lewandowski, affiancato da Dani Olmo, Lamine Yamal e Raphinha, mentre tra i pali conferma Szczesny. Dall’altra parte, l’Inter schiera Thuram, finalmente recuperato, a supporto di Lautaro Martínez, con Dumfries rientrante dal primo minuto e Bisseck chiamato a sostituire Pavard, fuori per infortunio.
Quella tra blaugrana e nerazzurri non è solo una sfida carica di significato sportivo, ma anche un incrocio di storie e carriere. Sono numerosi, infatti, i giocatori che hanno vestito entrambe le maglie, alcuni lasciando un’impronta indelebile, altri transitando come meteore. Se la rivalità si è accesa soprattutto a partire dalle memorabili sfide del 2010, i rapporti tra i due club sono stati spesso segnati da trattative serrate, con giocatori passati direttamente da Barcellona a Milano o viceversa, senza contare quelli che hanno incrociato i due percorsi dopo altre esperienze.
"Yamal sta emozionando tutti, non ha paura né limiti", ha osservato Fernando Llorente, sottolineando però come il Barcellona non sia solo il giovane talento, ma una squadra capace di imporre un gioco ad altissima intensità. "L’Inter dovrà essere brava a gestire la pressione, perché il Barça rischia tantissimo, ma è proprio questo il suo punto di forza".




