A Colmurano si parla di diabete e obesità, le malattie del terzo millennio
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Redazione Salute
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L’annuale appuntamento con la salute alimentare, che a Colmurano si intreccia con “Paccucce in festa”, celebra la storia culinaria locale fondendola con un serio dibattito scientifico, al quale partecipano professionisti che esaminano la materia da prospettive differenti. Andrea Benigni, dietista dell’Ast 3, Gabriele Brandoni, direttore dell’Unità operativa di diabetologia della stessa azienda sanitaria, e Franco Fassio, food designer e professore di Circular economy for food all’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, affronteranno il tema complesso delle patologie metaboliche, delineando dieci proposte concrete per la prevenzione. Un confronto necessario, il loro, se si considera che obesità e diabete, insieme alle dislipidemie, hanno provocato nel nostro Paese un numero di decessi che supera le 217.000 unità, corrispondenti a circa un terzo di tutta la mortalità nazionale, con un costo economico complessivo – tra spese sanitarie dirette e mancata produttività – che viene stimato in oltre venti miliardi di euro.
Il vuoto da colmare nella prevenzione integrata
Mentre a livello europeo si registra un’accelerazione nelle politiche di sanità pubblica, in Italia non è ancora stato definito un piano strategico nazionale di prevenzione integrata, una lacuna che l’iniziativa parlamentare recente intende appianare tracciando una direzione chiara. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’Italia il primo Paese a porre in cima alla propria agenda la lotta alle patologie cardiovascolari, un proposito ambizioso che richiede un impegno coordinato e strutturato. Di questo si è discusso in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, durante un evento istituzionale tenutosi presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato, su iniziativa della Senatrice Elena Murelli, la quale, oltre a essere Membro della 10ª Commissione Permanente, presiede l’Intergruppo parlamentare sulle malattie cardio, cerebro e vascolari.
La strategia condivisa per i test diagnostici
Rafforzare la prevenzione cardiovascolare, avviando un percorso condiviso per l’applicazione strutturata del test diagnostico della Lipoproteina(a) nei soggetti a rischio, costituisce il fulcro della proposta emersa in Senato. Oggi, come hanno sottolineato gli esperti, i meccanismi attraverso i quali l’aterosclerosi si sviluppa sono ben noti, così come lo sono i fattori di rischio che la favoriscono; tra questi, il sovrappeso e la sedentarietà, il fumo, il diabete, la ipertensione e la dislipidemia rappresentano i nemici principali da combattere per ridurre la probabilità di incorrere in un infarto. Per intervenire in modo adeguato su tali elementi appare dunque fondamentale un lavoro profondo sul nostro stile di vita, unico vero strumento per una protezione duratura.
Lo stile di vita come cardine della salute
La conoscenza sempre più approfondita dei suddetti fattori di rischio non basta, da sola, a modificare le abitudini dannose, le quali richiedono un’azione educativa costante e mirata, come quella promossa dagli incontri di Colmurano. L’unione tra la valorizzazione della tradizione culinaria e l’analisi scientifica più avanzata crea un terreno fertile per divulgare informazioni corrette, spingendo verso scelte consapevoli a tavola e non solo. È in questo solco che si inseriscono le dieci proposte per la prevenzione, le quali, pur nella loro diversità di approccio, convergono sull’importanza di un’alimentazione equilibrata e di un’attività fisica regolare, presidi imprescindibili per contrastare l’insorgenza di quelle che ormai, a pieno titolo, vengono definite le malattie del terzo millennio.




