Il cambio di stagione e quei tre alleati vitaminici per ritrovare l’energia persa

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con l’equinozio di primavera ormai alle porte, non sono solo la natura e le ore di luce a subire una trasformazione, ma anche il nostro organismo, chiamato a un complesso lavoro di riadattamento dopo i mesi invernali. Molti, in queste settimane, sperimentano una sensazione di spossatezza, difficoltà di concentrazione e un generale calo dell’energia, sintomi che gli esperti riconducono al fenomeno noto come astenia primaverile. Se da un lato il dibattito scientifico, recentemente riacceso dalle dichiarazioni contrastanti di Silvio Garattini e Silvia Migliaccio raccolte dall’Adnkronos Salute, divide chi sostiene l'utilità degli integratori e chi invece la nega, dall'altro lato c'è un sostanziale accordo sull'importanza di rifornire l'organismo di specifici micronutrienti attraverso la dieta. In quest’ottica, tre vitamine, in particolare, giocano un ruolo da protagoniste per aiutare il Corpo a superare la fase di transizione.

Vitamina D, la regolatrice dell’umore e delle difese immunitarie

Durante l’inverno, la scarsa esposizione alla luce solare riduce drasticamente la sintesi cutanea di questa preziosa vitamina, portando spesso a livelli insufficienti che si ripercuotono sul benessere generale. Non è un caso che la carenza di vitamina D venga associata non solo a una maggior fragilità ossea, ma anche a una sensazione di spossatezza e a un calo dell’umore, dal momento che partecipa attivamente alla produzione di serotonina, il neurotrasmettitore della felicità. Per colmare questo deficit in modo naturale, la strategia più efficace consiste nel approfittare delle giornate più lunghe per fare passeggiate all'aria aperta, esponendo viso e braccia alla luce del sole per almeno quindici-venti minuti al giorno. A tavola, invece, è bene aumentare il consumo di pesci grassi come salmone, sgombro e aringhe, oltre a tuorlo d'uovo e formaggi, per sostenere il fisiologico fabbisogno.

Il gruppo B, un motore per il metabolismo energetico

Quando ci si sente privi di energia e la mente appare offuscata, è probabile che l'organismo stia richiedendo un apporto supplementare di vitamine del gruppo B, un complesso di sostanze idrosolubili essenziali per trasformare il cibo in energia utilizzabile dalle cellule. La vitamina B6, ad esempio, contribuisce al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza, mentre la B12 e l'acido folico sono cruciali per la sintesi dei globuli rossi e il funzionamento del sistema nervoso. Una loro carenza, spesso dovuta a un'alimentazione povera di cibi freschi durante l'inverno, può manifestarsi con astenia, irritabilità e calo dell'attenzione. Gli alimenti da privilegiare per garantirne un adeguato introito sono i cereali integrali, i legumi, la frutta secca, le uova, il latte e i suoi derivati, oltre alle verdure a foglia verde come spinaci e broccoli.

La vitamina C, l’antiossidante che sostiene le difese naturali

Sebbene sia storicamente legata alla prevenzione del raffreddore, la vitamina C svolge un ruolo ben più ampio nel processo di adattamento primaverile. Questo potente antiossidante, infatti, aiuta a contrastare lo stress ossidativo causato dai cambiamenti climatici e ormonali, sostenendo al contempo il sistema immunitario messo a dura prova dalle prime allergie stagionali e dagli sbalzi di temperatura. Agisce anche come cofattore nella sintesi di carnitina, una molecola necessaria per trasformare i grassi in energia, contribuendo così a contrastare la sensazione di affaticamento. Fonti primarie di vitamina C sono gli agrumi, i kiwi, i peperoni, i broccoli e le fragole, alimenti tipici della stagione che non dovrebbero mai mancare sulla tavola di chi cerca di affrontare con slancio la ripartenza.

L’approccio più razionale per vincere la stanchezza primaverile, al di là della discussione sull’efficacia degli integratori, sembra quindi risiedere nella riscoperta di una dieta varia e colorata. Garantirsi il giusto apporto di queste tre vitamine attraverso cibi freschi e di stagione, abbinato a una corretta idratazione e alla ripresa graduale dell’attività fisica all’aperto, rappresenta la strategia più solida e scientificamente fondata per sostenere l’organismo nel suo fisiologico, ma complesso, passaggio verso la bella stagione.

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