Le tre vitamine essenziali per combattere la stanchezza di primavera e gli alimenti per un apporto naturale

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’arrivo della primavera porta con sé giornate più lunghe e un clima mite, ma per molti italiani si accompagna anche a una sensazione di spossatezza, difficoltà di concentrazione e un generale senso di affaticamento che sembra non voler dare tregua. Questa condizione, spesso definita “spring fatigue” o stanchezza stagionale, viene affrontata ogni anno da milioni di persone che si trovano a dover gestire un calo di energie proprio quando la natura si risveglia. Gli esperti di nutrizione sottolineano come in questa fase di transizione, in cui il Corpo è chiamato a un piccolo riadattamento metabolico per rispondere ai cambiamenti di luce e temperatura, alcune vitamine diventino particolarmente preziose per sostenere l’organismo, e il modo migliore per assumerle resta senza dubbio una dieta varia ed equilibrata che privilegi cibi freschi e di stagione.

Il gruppo delle vitamine B, con un ruolo di primo piano per la B1, la B2, la B6 e la B12, rappresenta un pilastro fondamentale per chi cerca di ritrovare vitalità. Queste sostanze, infatti, partecipano attivamente ai processi metabolici che trasformano gli alimenti che mangiamo in energia utilizzabile da muscoli e sistema nervoso, contribuendo anche a migliorare l’umore e le funzioni cognitive. Per garantirne un adeguato apporto senza ricorrere necessariamente agli integratori, si possono introdurre nella dieta quotidiana legumi come fagioli e ceci, cereali integrali, noci e semi oleosi. A questi si aggiungono poi alimenti come le uova, il latte e i suoi derivati, mentre per la vitamina B12, presente in natura quasi esclusivamente in prodotti di origine animale, carni magre come il pollo e il manzo si rivelano alleati importanti, con il pollo che fornisce anche proteine di alto valore biologico utili per la sintesi dei neurotrasmettitori legati allo stress stagionale.

Un’altra protagonista indiscussa della stagione è la vitamina C, conosciuta non solo per il suo ruolo di sostegno al sistema immunitario, spesso messo a dura prova dagli sbalzi termici primaverili, ma anche per le sue proprietà antiossidanti che aiutano a depurare l’organismo dalle tossine accumulate durante l’inverno. Il suo contributo si rivela essenziale per contrastare la sensazione di stanchezza e favorire un recupero dell’energia. La natura viene incontro con abbondanza in questo periodo: gli agrumi come arance e mandarini sono ancora disponibili, ma è il momento di riscoprire i kiwi, verdure a foglia verde come spinaci e rucola, e ortaggi come peperoni e pomodori, che possono essere consumati sia crudi in insalata sia cotti per piatti leggeri e nutrienti. Non va dimenticato, inoltre, che la vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro da fonti vegetali, un minerale la cui carenza può essere essa stessa causa di spossatezza e anemia.

Vitamina D e fonti alimentari, il ruolo dell’idratazione e degli esperti

Completa il quadro delle vitamine chiave la vitamina D, la cui produzione endogena, stimolata dall’esposizione solare, può risultare ridotta dopo i mesi invernali, contribuendo a quella sensazione di affaticamento e debolezza muscolare che molti avvertono all’arrivo della bella stagione. Sebbene l’esposizione graduale alla luce solare, con le dovute precauzioni e privilegiando le ore mattutine, sia il metodo principale per ricostituirne le scorte, alcuni alimenti possono fornire un supporto, come il pesce grasso (salmone, sgombro, aringhe), le uova e il fegato. Parallelamente all’attenzione per le vitamine, gli specialisti ricordano l’importanza di una corretta idratazione, consigliando di bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno per favorire l’eliminazione delle scorie e aiutare il ad adattarsi alle nuove temperature, prediligendo cibi leggeri e digeribili ed evitando invece grassi saturi, zuccheri raffinati e alcol, che richiedono un dispendio energetico per essere metabolizzati e possono amplificare il senso di stanchezza.

Di fronte al diffuso ricorso a integratori multivitaminici per un “rilancio” rapido, gli esperti interpellati dall’Adnkronos Salute, come l’endocrinologa e nutrizionista Silvia Migliaccio, presidente della Società italiana di scienze dell’alimentazione, invitano alla cautela: prima di attribuire i sintomi al semplice cambio di stagione, è fondamentale che un medico escluda altre patologie, come anemie o forme di astenia legate alla depressione. Solo un professionista, dopo un’attenta valutazione, può consigliare l’eventuale utilizzo di integratori, che dovrebbero comunque essere acquistati in farmacia e mai gestiti in autonomia, poiché anche i prodotti naturali possono causare effetti indesiderati se assunti in modo inappropriato. L’approccio più sano e sostenibile rimane quindi quello di puntare su una tavola ricca di colori e varietà, ascoltando i bisogni del proprio in questo periodo di transizione.

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