Il meteo, l’inverno che non molla: nuovo affondo freddo tra neve a bassa quota e vento forte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’illusione primaverile, quella che nei giorni scorsi aveva fatto pensare a un’accelerazione definitiva verso la bella stagione, rischia di trasformarsi in un ricordo lontano nel giro di poche ore. Le correnti orientali continentali, che già avevano riportato un deciso abbassamento delle temperature sull’Italia, non solo non accennano a ritirarsi, ma si preparano a ricevere un rinforzo di matrice artica destinato a rincarare ulteriormente la dose. La dinamica, ormai identificata con chiarezza dai modelli previsionali, dovrebbe concretizzarsi intorno a metà della prossima settimana con una configurazione ben più ampia rispetto ai rapidi passaggi perturbati degli ultimi giorni: una massa d’aria fredda di estensione notevole è pronta a sprofondare sull’Europa centro-occidentale, abbracciando gran parte del bacino del Mediterraneo e portando con sé un deciso peggioramento.

A confermare questa svolta sono gli esperti del Consorzio LaMMA, secondo i quali la settimana che va da lunedì 23 a domenica 29 marzo sarà segnata da un vero e proprio colpo di coda dell’inverno. Ciò che inizialmente appariva come una perturbazione rapida e destinata a scorrere velocemente verso est, potrebbe invece rivelarsi più lenta e insistente, in grado di determinare cali termici significativi, un’intensificazione dei fenomeni e persino il ritorno della neve a quote decisamente basse. La sensazione, insomma, è che la primavera, pur essendo già iniziata dal punto di vista calendario, dovrà lasciare temporaneamente il passo a condizioni decisamente più turbolente.

Neve sulle Alpi e ottovolante meteorologico

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, descrive il quadro nei prossimi giorni come un “ottovolante meteorologico”, sottolineando come l’instabilità sarà la parola d’ordine. Sulle Alpi occidentali, in particolare, ci si aspetta un’intensa attività nevosa: gli accumuli potranno raggiungere i 30-40 centimetri di neve fresca già a partire dai 900 metri di quota. Un dato che restituisce l’idea della forza di questo impulso freddo, capace di imbiancare in modo consistente i versanti montani in un periodo dell’anno in cui, di norma, la fusione nevosa inizia a farsi più marcata. La presenza di una pressione atmosferica debole favorirà lo sviluppo di fenomeni anche a carattere temporalesco, con un’alternanza repentina tra fasi di maltempo intenso e brevi schiarite.

Il dettaglio di domenica: piogge e nevicate abbondanti al Nord

Già nella giornata di domenica 22 marzo si avvertiranno i primi effetti di questa fase instabile. La mattinata si aprirà con un quadro perturbato soprattutto sul Piemonte, dove nelle aree montuose sono attese nevicate abbondanti con il limite della neve che potrà spingersi fino a 600 metri. Un’attenzione particolare va rivolta alla Liguria: qui le piogge irregolari interesseranno con maggiore frequenza i settori di Ponente, mentre per il resto del Paese il cielo si presenterà molto nuvoloso. Non si tratterà di un peggioramento rapido ed esteso in modo uniforme, ma di un’instabilità diffusa che tenderà a manifestarsi in modo disomogeneo, lasciando spazio a repentini cambiamenti delle condizioni anche nel giro di poche decine di chilometri.

Verso metà settimana: l’arrivo della goccia fredda

Il cuore dell’evento meteorologico è atteso intorno a metà settimana, quando il contributo artico si sommerà alle correnti orientali preesistenti generando una configurazione tipica di una “goccia fredda” in agguato sul Mediterraneo. Si tratta di una massa d’aria particolarmente fredda in quota che, isolandosi dal flusso principale, può stazionare per diversi giorni determinando condizioni di spiccata instabilità. In questo contesto, gli esperti non escludono che la neve possa fare la sua comparsa non solo sui rilievi alpini e appenninici, ma anche a quote collinari, accompagnata da raffiche di vento forte capaci di rendere il quadro meteo ancora più complesso.

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