Il maltempo tardivo non molla la presa: nuovo affondo artico tra neve a bassa quota e vento forte
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Redazione Interno
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Chi sperava in un definitivo assesto primaverile dopo l’equinozio del 20 marzo dovrà probabilmente fare i conti con una realtà meteorologica ben più ostinata. L’Italia, in questo weekend che segna l’avvio astronomico della nuova stagione, si trova invece stretta nella morsa di un freddo pungente e di un’instabilità diffusa che sembra quasi voler ignorare il calendario. E non si tratterà, a giudicare delle proiezioni, di una fugace parentesi: le correnti orientali di origine continentale, quelle che già hanno imposto un clima invernale fuori tempo massimo, stanno per ricevere un rinforzo di ben altra caratura.
L’analisi della dinamica atmosferica, ormai ben consolidata dai modelli previsionali, indica che intorno a metà della prossima settimana una massa d’aria fredda, questa volta di estrazione artica, sprofonderà con decisione sull’Europa centro-occidentale andando ad abbracciare gran parte del bacino del Mediterraneo. È questo il meccanismo che farà scattare quella che gli esperti definiscono una “goccia fredda” in agguato: un vortice depressionario capace di rilanciare il maltempo su scala ben più ampia rispetto alle perturbazioni veloci che avevano caratterizzato i giorni precedenti.
L’inganno dell’equinozio e il ritorno della neve fino a quote collinari
Se il weekend appena trascorso ha già offerto un assaggio di quanto l’inverno sia restio a cedere il passo, la settimana che prenderà il via lunedì 23 marzo si prepara a trasformare questo assaggio in un vero e proprio colpo di coda. Secondo quanto diffuso dal Consorzio LaMMA, non si tratterà di un semplice passaggio perturbato veloce, ma di un evento destinato a esaurirsi con maggiore lentezza. Ciò significa che le condizioni di instabilità tenderanno a persistere, con conseguenze dirette sulle temperature e sulle precipitazioni.
L’elemento di maggiore interesse, in questo contesto, riguarda la quota della neve. Mentre nelle aree montane gli accumuli sono attesi in abbondanza, la particolarità di questa irruzione tardiva risiede nella possibilità di vedere fiocchi bianchi spingersi fin verso le colline. I fenomeni, alimentati dal contrasto tra l’aria gelida in arrivo e le temperature residue di una primavera ancora immatura, potranno generare nevicate anche a bassa quota, specie sui settori interni del Centro-Nord e lungo il versante adriatico.
Venti forti e piogge irregolari: il quadro per domenica 22 marzo
Prima ancora che l’affondo principale faccia sentire il suo peso, il quadro meteorologico per domenica 22 marzo si presenta già segnato da una pressione atmosferica debole che favorisce l’instabilità. La mattinata offrirà un esempio plastico di questa configurazione: sul Piemonte, in particolare nelle aree montuose, sono attese nevicate abbondanti già a partire dai seicento metri di quota. Non una semplice spolverata, dunque, ma un fenomeno che richiama alla memoria i ritmi di un pieno inverno.
Più a sud, lungo la Liguria, le piogge si faranno strada in maniera irregolare, con una frequenza maggiore sui settori di Ponente, mentre il resto del Paese dovrà fare i conti con cieli molto nuvolosi che non lasceranno trapelare molti spiragli di sole. Il vento, in questo contesto, assumerà un ruolo da protagonista: le raffiche, alimentate dal gradiente barico elevato, contribuiranno ad acuire la sensazione di freddo e a rendere il mare particolarmente agitato.
Un’irruzione polare tra il 25 e il 30 marzo: l’inverno protagonista fino a Pasqua
L’atmosfera che si respira in queste ore lungo tutta la penisola racconta una storia opposta a quella della bella stagione. Il passaggio astronomico dell’equinozio è avvenuto quasi in sordina, messo in ombra da un assetto barico che sembra voler restare ancorato ai mesi più crudi. E proprio questa tenacia del freddo troverà la sua massima espressione nella finestra temporale compresa tra il 25 e il 30 marzo, quando la nuova irruzione di origine polare dovrebbe prendere forma.
In questo frangente, l’inverno si candida a diventare protagonista assoluto, con un abbassamento termico che potrebbe riportare le temperature su valori decisamente sotto la media stagionale. La configurazione prevista, con la massa d’aria fredda che si estenderà su buona parte dell’Europa centrale e del Mediterraneo, lascia intendere come il maltempo non si limiterà a brevi episodi, ma tenderà a strutturarsi in maniera più organizzata. Le conseguenze, sul lungo periodo, si faranno sentire fino alle soglie della settimana di Pasqua, con un clima che continuerà a ricordare più il cuore dell’inverno che l’alba della primavera.




