Droni ucraini colpiscono la regione di Rostov, mentre Putin annuncia il ritiro dall’accordo sui missili

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo attacco con droni ha infuocato la stazione ferroviaria di Tatsinskaya, nella regione di Rostov, in Russia, secondo quanto riportato da fonti ucraine e ripreso sui social. Le immagini diffuse mostrano un vasto incendio, ma le autorità locali non hanno ancora chiarito la natura del bersaglio né rilasciato dichiarazioni ufficiali. Quel che è certo è che il deposito petrolifero della zona, da cui transitano carburanti, potrebbe essere stato coinvolto, anche se al momento non vi sono conferme.

Intanto, i sistemi di difesa aerea russi affermano di aver abbattuto 24 droni ucraini nelle ultime ore, intercettati tra le regioni di Bryansk, Kaluga, Smolensk e proprio Rostov. Mosca, da parte sua, ha reagito con un’altra mossa: Vladimir Putin ha annunciato il ritiro dall’accordo sui missili, senza però specificare le implicazioni immediate di questa decisione.

L’aumento degli attacchi ucraini a lungo raggio, condotti con droni kamikaze a basso costo – alcuni realizzati persino con stampanti 3D – sta mettendo sotto pressione l’apparato energetico russo. Le raffinerie e i nodi logistici, come la stazione di Tatsinskaya, sono diventati bersagli strategici per Kiev, che mira a indebolire la capacità produttiva della Russia. Gli effetti si fanno sentire: il prezzo del carburante nel paese ha raggiunto livelli record, come riporta il Kyiv Post.

Sul fronte diplomatico, il Cremlino ha rivolto un monito a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, esortando alla cautela riguardo alle questioni nucleari. Un messaggio che arriva in un momento di crescente tensione, mentre la guerra entra nel suo 1.256esimo giorno.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.