Caldo record deforma l’asfalto sull’A4: chiusi i caselli di Verona, traffico in tilt
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Redazione Interno
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Non accenna a diminuire l’ondata di caldo africano che da giorni sta mettendo in ginocchio l’Italia e parte d’Europa, con temperature che sfiorano i 40 gradi e un bollino rosso esteso da nord a sud. Le conseguenze, oltre al rischio per la salute – nelle ultime ore si contano già quattro vittime, tra Sardegna, Genova e Brescia – si ripercuotono anche sulle infrastrutture. A farne le spese è stata l’autostrada A4 Venezia-Milano, dove il manto stradale ha ceduto nel tratto tra Verona Sud e lo svincolo per l’A22 del Brennero, costringendo alla chiusura temporanea dei caselli e provocando code fino a 10 chilometri.
L’asfalto, sottoposto a uno stress termico senza precedenti, ha iniziato a deformarsi già nelle prime ore di giovedì 3 luglio, rendendo necessari interventi urgenti. La prima corsia in direzione Milano è stata immediatamente interdetta, mentre i tecnici sono al lavoro per ripristinare la viabilità. "Le alte temperature hanno causato un rigonfiamento del manto", hanno spiegato i responsabili della manutenzione, senza escludere ulteriori criticità se il termometro continuerà a salire. Intanto, i rallentamenti si estendono a macchia d’olio, con automobilisti costretti a ore di attesa sotto un sole cocente.
La situazione, già critica di per sé, è aggravata dal fatto che l’A4 rappresenta uno degli assi viari più trafficati d’Italia, fondamentale per i collegamenti tra il nord-est e la Lombardia. Le deviazioni obbligatorie hanno riversato il traffico sulle strade provinciali, saturando un sistema viario non progettato per sopportare volumi così elevati. Senza contare che i disagi rischiano di protrarsi, visto che le previsioni meteo non lasciano intravedere un calo delle temperature almeno nei prossimi giorni.
Intanto, il bilancio delle vittime legate all’afa continua a salire: due anziani in Sardegna, un uomo senza fissa dimora a Genova e un operaio colto da malore nel Bresciano. Le autorità raccomandano di evitare esposizioni prolungate al sole e di idratarsi costantemente, ma il vero nodo rimane l’adeguamento delle infrastrutture a un clima sempre più estremo. Quello di Verona non è un caso isolato: già negli scorsi anni, ondate di calore simili avevano danneggiato strade e ferrovie in tutta Europa, dimostrando come il problema vada ben oltre l’emergenza quotidiana.




