Venezia 83, red carpet tra moda e cinema: i look vip della Mostra 2026

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Settembre, come ormai da tradizione consolidata, significa una sola cosa per gli appassionati della settima arte e non solo: Venezia e la sua Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. L'83esima edizione, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre, si conferma un appuntamento imperdibile che trasforma la laguna in un crocevia globale di sguardi, storie e, inevitabilmente, stile.

Se da una parte c'è il cinema d'autore, fatto di proiezioni che regalano emozioni e dibattiti, è altrettanto vero che il fascino del festival viene amplificato, e forse in alcuni frangenti anche raccontato, da quel flusso continuo di celebrità che calcano il celebre tappeto rosso, offrendo uno spaccato vivido e talvolta sorprendente della moda contemporanea. Non si tratta, però, di una mera sfilata di abiti, ma di un racconto corale in cui ogni tessuto e ogni accessorio diventano parte integrante del messaggio che il cinema vuole lanciare al mondo.

Serata inaugurale e il ritorno dei grandi nomi

L'edizione 2026 prende il via nel segno di un'eleganza che strizza l'occhio alla tradizione e alla contemporaneità, con un parterre di conduttori d'eccezione rappresentato da Greta Scarano e Nicolas Maupas, affiancati da una giuria di altissimo profilo presieduta da Maggie Gyllenhaal. La giuria, composita e internazionale, include figure del calibro della regista tunisina Kaouther Ben Hania, del compositore britannico Daniel Blumberg, del docente Francesco Casetti, del cineasta francese Xavier Giannoli, della regista afgana Shahrbanoo Sadat e del regista hongkonghese Johnnie To.

Una commissione che promette di decretare con occhio attento i vincitori della kermesse, ma intanto, sul red carpet, l'attenzione si concentra sui look che definiscono l'umore di questa prima giornata. Tra i nomi più attesi, quello di Susan Sarandon, che con la sua presenza ha portato al Lido quel carisma senza tempo capace di trasformare ogni passaggio in un momento di culto, insieme ad Alicia Vikander e a Luca Marinelli, protagonisti del film The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, sceneggiato da Bernardo Bertolucci.

Ogni abito indossato in queste occasioni, che sia un classico senza tempo o una scommessa coraggiosa, viene immediatamente immortalato e diventa oggetto di discussione, alimentando un dibattito che viaggia di pari passo con quello sui film in concorso.

La passerella si accende con i film in concorso

Man mano che i giorni passano, il tappeto rosso del Lido si tinge di nuove sfumature, riflettendo le diverse anime dei film in proiezione. Il quinto giorno di festival, ad esempio, ha visto la presenza di Lee Chang-Dong, regista del sudcoreano Possible Love, pellicola scelta per rappresentare il paese ai prossimi Oscar, insieme al cast e a una schiera di ospiti che hanno acceso i flash dei fotografi.

Ma l'appuntamento clou della serata è stato riservato a The Echo Chamber, un film che porta sul red carpet un trio di attori di straordinaria caratura, e le scelte stilistiche di ognuno hanno offerto lo spunto per una riflessione sul rapporto tra cinema e costume. È inevitabile che, in un contesto del genere, la moda diventi un linguaggio parallelo a quello cinematografico, in cui ogni piega, ogni colore e ogni abbinamento contribuisce a creare una narrazione che si aggiunge a quella dei film.

Vedere questi attori, tra cui spiccano le eleganze nordiche di Vikander e la grinta rock di Sarandon, rappresenta un rituale che appassiona tanto quanto la visione di una pellicola, e che tiene incollati allo schermo milioni di spettatori che, dalla poltrona di casa, esprimono i loro giudizi sui look preferiti.

L'arte del dettaglio e il fascino senza tempo

La particolarità della Mostra del Cinema di Venezia, rispetto ad altri eventi internazionali, risiede nella sua capacità di coniugare la sacralità della sala cinematografica con la mondanità delle serate in riva al mare. Tra un fotografo e l'altro, i protagonisti del cinema mondiale si concedono al pubblico, mostrando non solo i loro abiti, ma anche quella leggerezza che solo Venezia, con i suoi canali e le sue atmosfere sospese, sa regalare.

In questa edizione, non sono mancati i look audaci, quelli che mescolano il rigore del tailleur con la fluidità di tessuti pregiati, così come non sono mancate le scelte più classiche che rendono omaggio alla sartoria italiana. Ogni sera, dal Lido, giungono immagini che raccontano una storia fatta di riflettori, di flash e di applausi, ma anche di piccoli gesti e di dettagli, come un gioiello prezioso o un cappello che ruba la scena, a conferma che, in fondo, il cinema è fatto anche di queste piccole-grandi magie.

Un bilancio di stile per un festival che guarda al futuro

Se il Leone d'Oro incoronerà il miglior film della rassegna, è altrettanto vero che il pubblico, con il suo occhio critico, attribuisce idealmente un premio anche ai look che hanno segnato questa edizione. La 83esima Mostra del Cinema, con il suo carico di stelle e di sorprese, si conferma un osservatorio privilegiato sui cambiamenti del gusto e sull'evoluzione del linguaggio visivo, dove il red carpet non è più solo una passerella, ma un'estensione della narrazione cinematografica.

In attesa di scoprire i film che faranno storia, le immagini degli abiti delle star rimarranno impresse nella memoria collettiva come un album di famiglia di un mondo che ama raccontarsi, specchiarsi e stupire. Ancora una volta, Venezia si è rivelata la cornice perfetta per questo gioco di sguardi e di stile, lasciando un segno indelebile nell'immaginario di chi segue con passione ogni scena, dentro e fuori dallo schermo.

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