Venezia, il red carpet diventa la nuova passerella della moda
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Mostra del Cinema di Venezia, che pure da sempre rappresenta un crocevia naturale tra il mondo della celluloide e quello dello stile, nell'edizione 2025 ha sancito una svolta epocale, trasformando il suo celebre red carpet in una vera e propria passerella ante litteram. Un fenomeno, questo, che ha offerto al pubblico un primo e inatteso assaggio delle prossime collezioni e, soprattutto, dei nuovi corsi di maison del calibro di Dior, Versace e Bottega Veneta, i cui direttori creativi hanno scelto la ribalta internazionale del Lido per i loro debutti.
Tra i protagonisti di questa fusione di linguaggi spicca Jonathan Anderson, la cui doppia veste – autore dei costumi per un film in concorso e nuovo timoniere di Dior – lo ha reso emblematico di una tendenza in pieno fermento. Una strategia che ha trovato la sua perfetta incarnazione in Alba Rohrwacher, la quale, in occasione della prima del film "Jay Kelly" di Noah Baumbach, ha indossato un abito che costituisce una preview delle nuove direzioni del brand francese. Non si tratta più di semplice product placement, bensì di un’operazione più sofisticata e integrata, dove l’abito diventa parte costitutiva della narrazione cinematografica stessa.
Dario Vitale per Versace ha affidato il suo esordio a Julia Roberts, star del nuovo lavoro di Luca Guadagnino, vestendola con due look diametralmente opposti che racchiudono l’essenza della sua visione: un rigoroso blazer blu in lana abbinato a jeans dritti per il giorno e uno sfarzoso abito navy dell’Atelier Versace ricamato a damier per la sera. Una sfilata in piena regola, seppur concentrata su una sola musa, che bypassa deliberatamente il tradizionale palcoscenico milanese per un lancio dal impatto mediatico garantito.




